Una stagione di unità
Con Franceschini alla guida.

Con Franceschini alla guida.

Abbiamo un congresso imminente (si fa per dire).
Abbiamo necessità di candidati nuovi, magari giovani, belli e abbronzati, possibilmente americani.
Abbiamo le dichiarazioni del premier sui desaparecidos.
Che aspettate a fare uscire i Farias per protesta?
Mi pare di poter sintetizzare così le risultanze del flame-panettone sul più celebre Scoccial Network:
Se Facebook lasciasse opzionalmente aggiungere un po’ di semantica consentirebbe una socializzazione più aderente ai meccanismi di quella reale, che è comunque basata sulla diversificazione degli atteggiamenti in base al contesto, e sull’identificazione di criteri per il conferimento di valore a eventi, azioni e persone.
Riguardo al concetto di amicizia, inutile accanirsi sulle parole-ombrello: si è usato friend perché era il più friendly.
Eccolo, l’impatto della crisi sull’economia reale.
Chi ha il pane e non ha i denti, a questi prezzi ormai con qualche mollica si compra un buon dentista.
Chi ha ancora i suoi denti invece ben difficilmente ha il pane. Gli tocca provare a rubarlo in casa del dentista. Ma siccome non è il suo lavoro (è il lavoro degli altri due) si fa pizzicare e parte la colluttazione. Chi dei due riuscirà a spaccare i denti all’altro riuscirà a tenersi il pane.
Insomma, alla fine del giro chi ha il pane ha anche i denti, e agli altri niente.
Ecco quindi dimostrata scientificamente l’avvenuta radicalizzazione delle differenze socioeconomiche.
Mi stanno subissando di richieste per sviluppatori PHP senior a Roma.
Per consulenze di lungo periodo ma anche (prevalentemente) per proposte di assunzione.
Anche per ruoli di una certa responsabilità.
Anche da parte di aziende medio-grandi.
Anche su progetti interessanti.
Anche con stipendi sopra la media.
Anche con rutto libero (in qualche caso).
Dato che ogni tanto mi ricordo di avere un blog anche per questi bassi motivi di sopravvivenza economica, se posso essere utile…
Scrivetemi pure, se vi interessa, e se può funzionare vi metto in contatto con chi me li ha chiesti.
Bene, entro l’una voglio possedere l’indiana, la florida e la virginia.
(le due Caroline non mi fanno sangue)
Stanotte ho sognato un barcamp in una chiesa. Tutto in bianco e nero.
Io ero al bar in una cappella absidale con Stefano Vitta.
Gli chiedevo com’era andato l’aperitivo con l’americano. E lui: beh, sai com’è in questi casi…
Magari è ora di fare un pensierino al jackpot!
Che numero fa Stefano Vitta alla smorfia?
Lasciamo riadagiare il polverone di Bush barbuti e dottrine politiche in taglio basso, che la stampa si sa che ci lucra con gli annunci mortuari. Il capitalismo è ben solido, e non è rigor mortis.
A rotative ferme bisognerà pure rendersi conto che questa riconversione pragmatica all’interventismo statale poco c’entra con il comunismo.
La dottrina Paulson è solo la continuazione del liberismo con altri mezzi.
Nazionalizzare i debiti fraudolenti non mi pare una pratica redistributiva molto efficace!
In qualunque modo si finisca per chiamare questo forzato “Brand New Deal”, possiamo già prevedere che per mascherare i suoi obiettivi finirà per usurpare volgarmente campi semantici lontanissimi. Un po’ come fece il nostro Partito Socialista, che a forza di girare la mischia verso l’odore dei soldi si trovò a mazzolare con voluttà la propria base. Ma oggi la truffa è trasparente, e agevolata dal primato dei pensieri deboli in occidente.
Quindi, attenzione a etichettare questo movimento. Che le finte sinistre sottraggono spazio a quelle vere.
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Dopo il capitolo “Come uscirne” andrà comunque scritto il successivo “Come fare in modo che non succeda più”.
Ovviamente l’obiettivo dei croupier attuali è di riuscire a salvare il tavolo per ridare un nuovo giro di fiches agli stessi giocatori.
E qui è il voto di novembre a giocare un ruolo decisivo. Forse l’unica possibilità di evitare il rischio del ‘29 periodico è in un processo di “globamizzazione” in grado di incrinare la deregulation finanziaria derivante dalla contiguità della politica alla finanza. Obama del resto ha già dimostrato la sua capacità di affrancamento dall’establishment economico, finanziando la sua campagna prevalentemente dal basso, con una miriade di piccoli contributi dai cittadini.
Persino Profumo oggi ha ammesso che “è necessario ristabilire la primazia della politica”. Vuole più regole, e più controlli. Mi sa sarà costretto a emigrare.
Mi rendo conto che cercare di mantenere la capacità di indignarsi può anche impegnare il 100% delle energie di una persona, ormai, da queste parti.
Dovremmo ricevere un sussidio per rimanere così incazzati full time!
Vorrei contribuire come posso alla stabilizzazione del quadro finanziario locale.
Mi dichiaro disponibile a iniettare liquidità al dott. Profumo, prenotandogli qualche metro quadro non appena metterà fine all’offerta “paghi due prendi uno”.