Venture nella Capitale

FrankenstinAldilà dei resoconti (vedi in proposito gli ottimi report di Amanda e Andrea), l’impressione più viva che ha lasciato il VentureCamp di sabato scorso a Roma è stata:
SI
PUO’
FARE

Se l’assenza dei Venture Capitalist ai Barcamp nostrani era sempre stata stigmatizzata come un’infelice anomalia italica, va dato atto a Fabio Masetti di essere riuscito a dar finalmente corpo a questi ectoplasmi portafogliuti.
Immagino questa settimana un’irruzione di nuova aria in cartelle da molti mesi immodificate, stragi aracnidee intorno ai prototipi da troppo tempo obliati in soffitta, faldoni che schizzano fuori dai cassetti come dotati di seconda vita propria.
Oppure, più verosimilmente, la fioritura di soavi deadline nell’animo degli uditori delle success stories, provvidi all’uscita di “guarda, entro dicembre…” quando non di “eddai, facciamo!”.
Vedremo poi in primavera se il Camp avrà fruttato.

Va però segnalata la presenza di una nuova, insospettata propensione dall’esterno all’aratura del campo italiano: tutti gli imprenditori presenti (in carne, onde o pixel) hanno mostrato un impegno concreto nella ricerca di meccanismi in grado di replicare sistematicamente le occasioni di cui hanno usufruito. In particolare riguardo ad una formula aurea che coniughi capitale americano, presenza strategica e commerciale nelle valley USA (non solo Silicon) e sviluppo italiano. Meccanismo virtuoso che sta diventando realtà grazie al (per altri versi preoccupante) crollo del costo del software in Italia (agli ultimi posti in Europa), e alla ottima propensione al mobile.
Uno dei Barcamp in cui ho imparato di più.
Forse proprio perché non lo era, data la rigida separazione di ruoli tra relatori e uditori.

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3 Commenti

  1. Pubblicato 8 ottobre 2007 alle 21:32 | Link Permanente

    Machemmeravigliaaaa! Lupo ululà, castello ululì! Abbiamo usato lo stesso titolo… ma tu, ddiocheclasse, ddiochemAraviglia, ci hai messo la fotina di Wilder il folle!

    Torno al violino prima che si freddi….

    Leo Sorge
    http://www.piublog.it

  2. Andrea Martines
    Pubblicato 8 ottobre 2007 alle 21:56 | Link Permanente

    Fai bene a sfottere. Ogni tanto vengo risucchiato dall’inciviltà dell’immagine.

  3. Pubblicato 9 ottobre 2007 alle 14:09 | Link Permanente

    “ectoplasmi portafogliuti” è geniale ;-)

2 Trackbacks

  1. Scritto da The Marketer : Das Kapital Camp il 9 ottobre 2007 alle 00:22

    [...] pubblicazione di un’ intervista proprio a Fabrizio Capobianco. Andrea Martines nel suo blog mette in evidenza:”la presenza di una nuova, insospettata propensione dall’esterno [...]

  2. Scritto da VentureCamp: una sinergia nuova… : Chain.of.ideas il 10 ottobre 2007 alle 07:58

    [...] Partirei da quello che ha fatto emergere Andrea Martines, in particolare: quello che c’e’ stato a Roma non e’ solo un barcamp, per l’informalita’ presente… E’ stata una piccola conferenza per la qualita’ degli interventi, e la loro preparazione. Ma informale e semplice, per quanto possibile. Per non parlare del tema, quasi mai affrontato in Italia, in queste modalita’, e con questi casi reali. [...]

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