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Georges Perec

Opere citate Les Choses, Paris, Julliard, 1965 (Le cose, Milano, Mondadori, 1966). L’Esprit des choses, «Arts-Loisirs», ott. 1996-mar. 1967 (Lo spirito delle cose, trad. it. parziale di Andrea Borsari, «Riga», n° 4, Milano, Marcos y Marcos, 1993, pp. 25-42). La disparition, Paris, Denoël, 1969 (La scomparsa, trad. it. di Piero Falchetta, Napoli, Guida editori, 1995) Petit abécédaire [...]

La finzione emergente

La vita istruzioni per l’uso mette a disposizione del lettore molteplici strumenti supplementari, tra cui un inconsueto indice dei nomi, in cui convivono pacificamente il reale e il fittizio, esattamente come nelle fibre del testo la rete di riferimenti “reali” alle scienze e alle arti si sovrappone disinvoltamente al gioco della pseudo-erudizione; del resto, la [...]

La riscrittura combinatoria

Riscrivere significa fin dall’inizio ricombinare. La riscrittura è dunque la possibilità di scomporre e di ricomporre a piacere non gli elementi del linguaggio di cui si sostanzia la letteratura (operazione oulipiana per eccellenza), ma sequenze già date di quegli elementi, configurazioni originali dotate di una forte identità, estrapolate dal contesto originario ed inserite in nuovi [...]

Le tecniche della presenza

Il romanzo d’esordio di Perec, Les Choses (1965), fu immediatamente celebrato come esemplare saggio di critica alla civiltà dei consumi, reputazione che gli valse il Prix Renaudot, e che definì la sua prima attenzione «sociologica» in termini teorici non eccessivamente originali: Le cose è la storia d’una coppia che viene a poco a poco inghiottita dagli [...]

Il tassello vuoto

Un secondo luogo di elaborazione dell’assenza spicca nella narrativa perecchiana, e coinvolge la nozione stessa di contrainte da lui elaborata: in La disparition il quinto dei ventisei capitoli è soppresso, e ciò non sorprende poiché rimanda alla scomparsa della quinta lettera sulle ventisei dell’alfabeto. In La Vie mode d’emploi i capitoli dovrebbero invece essere cento, [...]

Il lipogramma

Perec compila per l’OuLiPo una breve Storia del lipogramma in cui discerne tre tradizioni successive dell’artificio: quella «totalitaria» («che produce un’opera continua, ispirata il più delle volte a un’opera-madre [...], divisa in tanti capitoli quante sono le lettere dell’alfabeto che utilizza, da ognuno dei quali è esclusa una lettera»[1]), che arriva fino all’XI secolo; quella [...]

La combinatoria e l’assenza

Sono ebreo. Per molto tempo questo non fu evidente per me; non era il riallacciarsi a una religione, a un popolo, a una storia, a una lingua, tutt’al più a una cultura [...]. Era qualcosa che apparteneva a un passato di cui mi ricordavo appena, era una determinazione che mi era stata imposta dall’esterno e [...]

La vita: istruzioni per l’uso

L’«iper-romanzo» La Vie mode d’emploi (1978) rappresenta la summa delle linee procedurali perecchiane, e al contempo l’opera cardine della letteratura combinatoria, di cui riassume e combina quasi tutte le sfaccettature teoriche fin qui evidenziate. La ben nota ammirazione di Calvino per quest’opera lo spinge a considerarla «l’ultimo avvenimento nella storia del romanzo»[1], per i seguenti [...]

Le linee letterarie

La ricerca oulipiana è attiva in tutte le opere di Perec, come confessa lo stesso autore, ma sovrapposta all’azione di altre lenti d’ingrandimento, altrettanti strumenti per indagare campi diversi della realtà; se talvolta Perec si concede il vezzo di nascondere le dinamiche dei suoi procedimenti compositivi, le linee-guida della sua scrittura sono invece continuamente evidenziate, [...]

Oulipismi e rousselismi

Nell’opera di Perec le possibili applicazioni e modulazioni narrative della combinatoria si moltiplicano e si impastano con le fonti più interne del movimento della scrittura. Già Queneau aveva suggerito la possibilità di utilizzare una griglia normativa attraverso cui setacciare il dato autobiografico e le pressioni che dal profondo si affacciano a motivare la necessità del [...]