Scherzi della memoria involontaria

Hi, pleasant dutch math students.
It’s me, remember that night we were in Frascati, near Rome, in 1991?
We were totally drunk, and talking ’bout girls I said “Boole e pupe”, just to be witty.
I could not explain properly the joke behind with “Guys and Dolls”.

Suddenly, now I do have the solution: it is exactly like “Gauss and Dolls”.
Spirit of the chained calembour, now you are free, you can cross the line at last.

P.S. Tutta colpa di Mantellini che mi ha fatto rileggere Atlante Occidentale.
Che è, diciamola tutta, un romanzo noioso ma indispensabile per noi tecnoumanisti.

Miscellanea

Il mio muxtapeUna delle poche cose condivise con mio padre nel mio primo quasi quarantennio: le sessioni serali di registrazione di musicassette composite direttamente dalla radio, con terrificante meccanismo di sfumatura posticcia embeddato nei registratori di un quarto di secolo fa.

L’ascendente si divertiva molto anche a etichettare i dorsi delle custodie con la Dymo su nastro verde, su cui però stampava sempre la stessa parola: MISCELLANEA (suppongo che “Il mattino ha l’oro in bocca” fosse troppo lungo).

Visto il servizio e il meme imperversanti butto nel mucchio anche una mia playlist in Muxtape, una fra le tante equiprobabili che possano un po’ sembrare, viste da lontano e con poca luce, questo blog visto di profilo.

Arcolismo

Apprendo solo ora che Chachi e Sottiletta fecero realmente il loro primo wowowowowow insieme.
Taggatelo pure come “cose da non riferire a Walter prima del 14, che mi si distrae sul più bello”.

Perché non sono qui

Anch’io, come altri amici, mi sono svegliato tra i comunisti.

Io sarei qui

Forse il problema non è tanto nell’imperfetta taratura delle domande inserite nel sondaggio di Voi siete qui.

E’ piuttosto molto timida l’offerta politica di soluzioni per riequilibrare la rapida desertificazione del potere d’acquisto dei redditi medi e bassi. Provate a proporre l’obiettivo di far recuperare agli stipendi il valore che avevano solo 5 anni fa: vi si darà dell’anarco-insurrezionalista.
In questo gioco al ribasso in cui ogni smottamento della qualità della vita dei lavoratori è considerato irreversibile, è normale che dei punti programmatici di semplice buon senso mandino l’indicatore del sondaggio fuori scala a sinistra.

Allora perché non si vota tutti a sinistra?
E qui la scelta delle domande per il sondaggio rivela la sua strutturale debolezza, perché fa leva solo sulle proposte, e non sulla possibilità e capacità e volontà di realizzarle, sui giudizi riguardo alle iniziative politiche passate, sulla capacità di rappresentare tutte le generazioni, sulle tare culturali e la modernità della proposta.
Io sono una persona di sinistra, diciamolo.
Purtroppo, come tanti, reputo invotabile la sinistra radicale, per una serie di motivi:

  • Ha proposto l’indulto. Che nella nostra situazione di illegalità onnipervasiva è un pugno allo stato democratico.
  • E’ gerontofila: garantista a oltranza dei diritti acquisiti a scapito di quelli delle nuove generazioni, che ne avranno molto più bisogno.
  • Sotto l’ombrello dell’estensione dei diritti ai lavoratori ha storicamente permesso il riparo di gravi ingiustizie. Il nepotismo, l’inefficienza della pubblica amministrazione e l’assenza di meritocrazia nascono in gran parte da lì: chi non sa o non vuole lavorare bene NON DEVE AVERE il lavoro garantito. E finché non si trova un correttivo all’usurpazione dei diritti è come se questi non ci fossero affatto, perché il grado di ingiustizia del sistema è analogo.
  • Non sa rispettare i patti: una volta firmato il programma dell’Unione bisognava semplicemente applicarlo, senza alzare continuamente la voce in forza del proprio potere di veto.
  • Pur se la ricetta liberista è una pura propaganda che non si è mai dimostrata valida quando applicata, è pur vero che solo se le aziende crescono si può distribuire ricchezza ai lavoratori. E qui la sinistra radicale non si è dimostrata in grado di agganciare le sue ragioni a proposte credibili. Un programma organico deve riuscire ad incentivare le aziende che vogliono e sanno creare prodotti e servizi competitivi, penalizzando chi invece punta ancora sullo sfruttamento di nicchie monopoliste, sull’assenza di liberalizzazioni, su accordi di cartello ed aiuti di stato. E purtroppo, nel nuovo contesto di mercato, il piccolo non è più competitivo, anche quando virtuoso: l’economia italiana delle microaziende non è più sostenibile.
    Fin quando la sinistra non sarà in grado di riformulare un modello economico funzionante in questo secolo, non sarà strutturalmente idonea ad indicare delle linee politiche capaci di assicurare il bene duraturo dei cittadini. Se lo scenario attuale non consente un modello stabile, si concentri sui nodi di svolta capaci di cambiare lo scenario: che so, l’economia dell’idrogeno o l’estensione globale dei diritti dei lavoratori ai paesi emergenti.
  • Considera ancora l’efficienza un alienante disvalore figlio del fordismo. Che in alcuni casi può essere vero, ma occorre solo verificarne gli abusi, non condannarla ideologicamente.
  • Il progresso nell’estensione dei diritti ha generato (solo in Italia) una mostruosa burocratizzazione di ogni procedura, avviluppata da lacci e lacciuoli, parentesi e controlli che hanno condotto alla paralisi del paese. Ed ha conseguentemente creato caste di intermediari responsabili della lievitazione dei prezzi ai consumatori, e spesso della diminuzione dei salari.
    Se io scrivessi un periodo con mille subordinate concentriche per esprimere con perfetta esattezza la mia opinione, otterrei un pensiero precisissimo che però nessuno riuscirebbe a leggere. Così i mille giusti “distinguo” stratificati nei codici da decenni di ipertrofia normativa portano alla fine meno giustizia sociale di regole meno sofisticate ma chiare, concise e il cui rispetto sia facilmente verificabile. Ma non sento mai considerazioni di questo tenore provenire da quel lato dell’arco costituzionale.
  • Condizionata storicamente dalla propria logica di apparato, purtroppo non è mai riuscita a combattere la tendenza degli apparati a concentrarsi esclusivamente sull’obiettivo della propria sussistenza. E questo difetto di manutenzione della propria ragione di vita l’ha nel tempo mummificata e svuotata di energie.

Dateci un programma di sinistra espresso da una classe politica esente dalle suddette pregiudiziali.
Dateci una sinistra utile, e poi ne riparliamo.

Splashes to splashes

La valvola della caldaia in bagno non tiene più.
Diluvia su Roma, la guarnizione della porta-finestra è da cambiare.
Nel frattempo suonano. Benedizione Pasquale.

Ecco, chi conosce un buon idraulico in grado di ripararmi definitivamente tutte queste infiltrazioni?

Google Robber

Da Mountain View ecco il Chatback Badge, un nuovo fondamentale strumento per far sapere facilmente ai topi di appartamento se un geek (in genere permanentemente collegato) è in casa o è uscito, leggendo una palletta colorata sul suo sito.
Disponibili anche le API con la combinazione della cassaforte.

Unioni di fatto

Prime scaramucce in famiglia tra laici e cattolici nel PD sui punti del programma.
I teodem propongono di inserire nel Pacchetto Sicurezza una norma che obblighi le coppiette appartate in macchina ad esporre, all’atto della ripartenza, l’adesivo “Bebè a bordo”.
Per i radicali il Pacchetto Sicurezza deve contenere solo sei preservativi.

Exit MIX

Dopo due anni di varia intensità s’interrompe il mio rapporto di collaborazione con Excite.
Lascio quindi la guida di Excite MIX, la Start Page che ho concepito e sviluppato per l’azienda: voluta da Roberto Bocci per introdurre Excite nel mondo del web 2.0, ha fatto da volano per il rinnovamento dell’offerta e il rilancio del brand a livello europeo, con pieno successo.
Se qualcuno continuasse a chiedervi il business model di progetti non strettamente aderenti al principio “markets are conversions”, citategli anche questo come case study, che il guadagno in reputazione talvolta è già sufficiente a ripagare lo sforzo.

Riguardo al prodotto in se’, si sono nel tempo consolidate divergenze di vision e strategia. L’azienda non è riuscita ad inserire progressivamente nel progetto risorse minime necessarie per supportare l’ambizione dichiarata di competere per features con i migliori player globali, Netvibes e Pageflakes. Si è così sprecato il vantaggio iniziale di essere riusciti ad anticiparne punto per punto l’evoluzione successiva: le intuizioni sono arrivate anche prima degli altri, ma la tempistica di delivering è rimasta lunghissima.
Nel tempo, lo storno delle poche risorse dall’evoluzione pianificata della piattaforma per privilegiare esigenze più minimali di widgetizzazione ha di fatto ridimensionato la portata del progetto.
Ringrazio e saluto tutto l’X2 Team, ed auguro buon lavoro alla nuova proprietà.

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Mi sembra una buona occasione per tirare oggi una linea, e provare ad individuare le principali direzioni di evoluzione di questi strumenti nel prossimo futuro. Informalmente e nel concreto, senza evocare le solite grandi narrazioni del 2.0 o le generiche derive in prospettive social.
Anzi, confrontando le attese con lo status quo attuale delle migliori applicazioni, le già citate Netvibes e Pageflakes.

Modalità di visualizzazione

Dovrebbe standardizzarsi la scelta tra almeno due modalità alternative di visualizzazione: Widget e River of News.
Entrambe presentano pro e contro, quindi sono scelte valide a seconda delle consuetudini del singolo utente. In genere la modalità Widget è più adatta al crescere del numero di flussi da controllare, e consente di non perdere contenuti importanti, mentre la River of News privilegia la freschezza dei contenuti, ma apporta una certa casualità d’intercettazione (alcuni la chiamerebbero serendipica).
Mentre NV consente solo la prima modalità, e Google Reader solo la seconda, PF consente già di switchare fra le due (sebbene la modalità Reader non sia attivabile per singole tab, ma solo globalmente).

Utilizzo estensivo dei metadati nell’RSS

Il formato RSS, le sue numerose estensioni e i formati alternativi (Atom) consentono di veicolare moltissime informazioni sui contenuti sindacati.
Purtroppo gli aggregatori esistenti utilizzano poco e male questi metadati, che sono invece spesso utilissimi per gli utenti.
Ad esempio: PF tuttora incredibilmente non visualizza nel suo Feed Viewer ne’ l’autore ne’ la data del post. NV li ha aggiunti solo nelle ultime versioni, ma non riesce a parsarli sempre, e non utilizza propriamente l’email dell’autore, quando presente.
MIX queste cure le ha avute fin dall’inizio, così come per altri dati presenti nella maggior parte dei feed:

  • l’eventuale indirizzo della pagina dei commenti (consente di risparmiare un passaggio) e la possibilità diretta di aggiungere all’aggregatore il feed dei commenti;
  • l’esplicitazione dei tag dei singoli post, linkati alla rispettiva pagina Technorati (ma si dovrebbe poter scegliere a quale servizio punta il link).

Il problema non è ovviamente la singola utility assente, ma la volontà di approcciare la complessità dei dati, rendendola usabile e disponibile on demand all’utente che la richiede.

Incrociare e filtrare i dati

Dice bene Alberto D’Ottavi:

Sognerei un tool che mi componesse la cloud delle tag estratte dai miei feed preferiti, per esempio, in modo da capire subito gli argomenti di conversazione.

E’ verissimo, è una direzione ancora colpevolmente trascurata: l’ideazione di strumenti di analisi in tempo reale dei flussi di contenuti a cui si è iscritti, finalizzata sia ad una migliore canalizzazione dell’attenzione che a fini di statistica della propria fruizione del web “aggregato”.
Anche le funzioni di filtro nella visualizzazione dei contenuti sono pressoché piatte, limitate in NV (e in MIX) alla ricerca testuale indifferenziata sull’insieme dei contenuti, e del tutto assenti in PF.

Producer-friendly

Un’altra frontiera aperta è l’aggregazione e visualizzazione di informazioni dettagliate che mettano in relazione i flussi con i loro produttori, con flussi collegati e con gli strumenti per leggerli:

  • sui profili dettagliati dei produttori e dei redattori dei contenuti;
  • su eventuali flussi paralleli/collegati (ad es. un feed di Repubblica possa dare informazioni sulle altre linee di feed disponibili);
  • su feed altrui che l’autore stesso voglia consigliarci come “related”;
  • su versioni “rimediate” del flusso (parziali, o al contrario fuse con altri flussi in nuovi feed) dallo stesso produttore o da terze parti;
  • metodi machine-readable per specificare il licensing ed eventuali eccezioni (se io non voglio che un determinato Feed Reader usi il mio feed, o non voglio consentirne la rimediazione, come faccio?);
  • se il feed è il risultato di una ricerca, istruzioni sulle opzioni di ricerca a disposizione, e/o indirizzo del form da cui è possibile lanciarle.

La lista potrebbe essere infinita, ed è limitata solo dalla creatività. Nessuna Start Page se ne è finora minimamente occupata.

Skel Production

Tempo fa analizzai l’evoluzione possibile delle Start Page individuando la nozione di Skel come struttura personalizzata di contenuti generata dagli utenti di queste piattaforme di aggregazione. Vedo in futuro un’ampia richiesta di mercato per strumenti del genere, arricchiti da newsmastering e gestione professionale della distribuzione.
Dopo aver implementato assai presto una versione base di sharing delle pagine personalizzate, sia NV che PF sembrano ora in ritardo nel coglierne i frutti. L’ultima versione di NV (ancora in beta privata) si allontana ancora da questo concept, visto che consente di generare un solo Universo per utente. In generale, NV sta secondo me involvendo cercando surrettiziamente di sovrapporre alla sua attività “core” una dimensione social copiata da strumenti di successo (in Ginger c’è uno pseudo Twitter). Più coerenti e concettualmente adeguati alla Skel Production i Pagecast di PF, il cui sviluppo sembra però attualmente fermo.

Integrazione tra i widget

La Start Page non dovrebbe essere intesa come una zona di semplice compresenza di applicazioni diverse. L’evoluzione naturale condurrà a piattaforme non solo di aggregazione, ma anche d’integrazione dei servizi a cui sono in grado di accedere: uno strato software di mashup che consentirà di inventare funzionalità avanzate risultanti dall’interoperabilità dei servizi.

Persistenza dei dati

I feed sono contenuti volatili per definizione. Sebbene sia onerosa la memorizzazione in archivio dello storico dei contenuti, la disponibilità di un database del genere consentirebbe infinite operazioni di ricerca e analisi. Google Reader, che ovviamente dispone di questo archivio, non implementa ancora funzionalità creative basate su di esso (oltre allo Starring delle singole conversazioni), forse per non sovrapporsi ai suoi motori di ricerca. Anche qui PF meglio di NV, perché consente almeno il salvataggio di una conversazione, sottraendola all’orologio biologico dell’avvicendarsi dei post.
Naturalmente, urge anche un meccanismo coerente di utilizzo offline delle Start Page, seguendo la strada aperta da Google Gears.

Integrazione con strumenti di Enterprise 2.0

Estendendo le funzionalità attuali, le Start Page possono essere adottate come suite di mini intranet aziendali. Google stessa sta ottimizzando le funzionalità di iGoogle, coniugandole alle sue strategie di office online, per esplorare questa possibilità. La scelta di widget di terze parti (e di uno standard di sviluppo, l’UWA di NV) è talmente ampia da poter integrare a piacere la maggior parte degli strumenti di produttività necessari alle piccole o medie aziende. Se una Start Page fornisse anche API di integrazione tra alcuni servizi di base (magari astraendone le funzionalità) si creerebbe velocemente un florido mercato nella creazione e personalizzazione di ambienti enterprise basati su queste piattaforme.

Termine contrattuale

Apprendiamo da Pierferdinando Casini che “non tutti in Italia sono in vendita”, come pensa invece Berlusconi.

Chi l’avrebbe detto, trattavasi di 15 anni di semplice comodato d’uso!

Moratori te salutant

La buona notizia è che Ferrara lascerà La7 per dedicarsi alla sua camminata veloce (correre da solo, non esageriamo).

Se ce lo sloggia da lì, la lista è vita! E dobbiamo tutelarla, anche prima della sua nascita. A prescindere dagli aborti di idee che contiene.

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