ITALIA ZERO!

All’opposizione? E perché mai opporsi?
Il berlusconismo ha vinto definitivamente. No, di più: ha vinto metafisicamente.
Lui stara lì o morirà di vecchiaia, ormai, o si proietterà infine al Quirinale come è giusto che sia.
C’è qualcosa che gli scaricatori della rana pazza hanno capito e noi ancora no, evidentemente.

Kobayashi

KobayashiTalvolta Photoshop ci mette così tanto a caricarsi che mi incanto sulla schermata di avvio.
Mi guardo i nomi…
Succede che m’inventi delle storie su di essi…

DP, non PD

Voterò Italia Dei Valori, per evidenti motivi *.
Che Di Pietro sia inflessibile.
E Veltroni cattivo.

* Non vedi i motivi? Contatta oggi uno specialista, potresti essere un daltonico politico.

Dalla rotatoria

A Roma il percorso del 777 è singolarmente accidentato da un’ansa laterale, un minicircuito a senso unico che il bus percorre identicamente in entrambi i sensi di avanzata. Di modo che, se si intercetta il veicolo da dentro il circuito, non si ha modo di sapere preventivamente se vada in per di su o in per di giù.
Allo snodo finale del circuito non è quindi dato sapere in anticipo se il veicolo, una volta affrontata la rotatoria, svolterà a destra o a sinistra.
Che uno un po’ addentro alle cose del mondo se lo può anche aspettare da piazza Azolino Hazon di essere risucchiato nella centrifuga del caso (l’Hazard…).
Poi basterebbe sondare gli astanti, se si ha la fortuna di riuscire a salire da lì con un po’ di anticipo. Ma se monti due secondi prima che si chiudano le porte non ti è più concesso il sondaggio. E quand’anche ti decidessi a farlo, too close to call: la rotatoria incombe immediatamente, e la prima fermata disponibile per scendere è già oltre.

Insomma, non è un percorso adatto a quelli che amano salire sul carro in corsa.
Ieri l’ho sentita con le mie orecchie, gente salita al volo che si chiedeva da che parte si sarebbe svoltato, e calcolavano il ritardo che l’eventuale errore avrebbe comportato. Con molta disperata allegria, che tanto il ritardo accumulato era ormai tale…

Scherzi della memoria involontaria

Hi, pleasant dutch math students.
It’s me, remember that night we were in Frascati, near Rome, in 1991?
We were totally drunk, and talking ’bout girls I said “Boole e pupe”, just to be witty.
I could not explain properly the joke behind with “Guys and Dolls”.

Suddenly, now I do have the solution: it is exactly like “Gauss and Dolls”.
Spirit of the chained calembour, now you are free, you can cross the line at last.

P.S. Tutta colpa di Mantellini che mi ha fatto rileggere Atlante Occidentale.
Che è, diciamola tutta, un romanzo noioso ma indispensabile per noi tecnoumanisti.

Miscellanea

Il mio muxtapeUna delle poche cose condivise con mio padre nel mio primo quasi quarantennio: le sessioni serali di registrazione di musicassette composite direttamente dalla radio, con terrificante meccanismo di sfumatura posticcia embeddato nei registratori di un quarto di secolo fa.

L’ascendente si divertiva molto anche a etichettare i dorsi delle custodie con la Dymo su nastro verde, su cui però stampava sempre la stessa parola: MISCELLANEA (suppongo che “Il mattino ha l’oro in bocca” fosse troppo lungo).

Visto il servizio e il meme imperversanti butto nel mucchio anche una mia playlist in Muxtape, una fra le tante equiprobabili che possano un po’ sembrare, viste da lontano e con poca luce, questo blog visto di profilo.

Arcolismo

Apprendo solo ora che Chachi e Sottiletta fecero realmente il loro primo wowowowowow insieme.
Taggatelo pure come “cose da non riferire a Walter prima del 14, che mi si distrae sul più bello”.

Perché non sono qui

Anch’io, come altri amici, mi sono svegliato tra i comunisti.

Io sarei qui

Forse il problema non è tanto nell’imperfetta taratura delle domande inserite nel sondaggio di Voi siete qui.

E’ piuttosto molto timida l’offerta politica di soluzioni per riequilibrare la rapida desertificazione del potere d’acquisto dei redditi medi e bassi. Provate a proporre l’obiettivo di far recuperare agli stipendi il valore che avevano solo 5 anni fa: vi si darà dell’anarco-insurrezionalista.
In questo gioco al ribasso in cui ogni smottamento della qualità della vita dei lavoratori è considerato irreversibile, è normale che dei punti programmatici di semplice buon senso mandino l’indicatore del sondaggio fuori scala a sinistra.

Allora perché non si vota tutti a sinistra?
E qui la scelta delle domande per il sondaggio rivela la sua strutturale debolezza, perché fa leva solo sulle proposte, e non sulla possibilità e capacità e volontà di realizzarle, sui giudizi riguardo alle iniziative politiche passate, sulla capacità di rappresentare tutte le generazioni, sulle tare culturali e la modernità della proposta.
Io sono una persona di sinistra, diciamolo.
Purtroppo, come tanti, reputo invotabile la sinistra radicale, per una serie di motivi:

  • Ha proposto l’indulto. Che nella nostra situazione di illegalità onnipervasiva è un pugno allo stato democratico.
  • E’ gerontofila: garantista a oltranza dei diritti acquisiti a scapito di quelli delle nuove generazioni, che ne avranno molto più bisogno.
  • Sotto l’ombrello dell’estensione dei diritti ai lavoratori ha storicamente permesso il riparo di gravi ingiustizie. Il nepotismo, l’inefficienza della pubblica amministrazione e l’assenza di meritocrazia nascono in gran parte da lì: chi non sa o non vuole lavorare bene NON DEVE AVERE il lavoro garantito. E finché non si trova un correttivo all’usurpazione dei diritti è come se questi non ci fossero affatto, perché il grado di ingiustizia del sistema è analogo.
  • Non sa rispettare i patti: una volta firmato il programma dell’Unione bisognava semplicemente applicarlo, senza alzare continuamente la voce in forza del proprio potere di veto.
  • Pur se la ricetta liberista è una pura propaganda che non si è mai dimostrata valida quando applicata, è pur vero che solo se le aziende crescono si può distribuire ricchezza ai lavoratori. E qui la sinistra radicale non si è dimostrata in grado di agganciare le sue ragioni a proposte credibili. Un programma organico deve riuscire ad incentivare le aziende che vogliono e sanno creare prodotti e servizi competitivi, penalizzando chi invece punta ancora sullo sfruttamento di nicchie monopoliste, sull’assenza di liberalizzazioni, su accordi di cartello ed aiuti di stato. E purtroppo, nel nuovo contesto di mercato, il piccolo non è più competitivo, anche quando virtuoso: l’economia italiana delle microaziende non è più sostenibile.
    Fin quando la sinistra non sarà in grado di riformulare un modello economico funzionante in questo secolo, non sarà strutturalmente idonea ad indicare delle linee politiche capaci di assicurare il bene duraturo dei cittadini. Se lo scenario attuale non consente un modello stabile, si concentri sui nodi di svolta capaci di cambiare lo scenario: che so, l’economia dell’idrogeno o l’estensione globale dei diritti dei lavoratori ai paesi emergenti.
  • Considera ancora l’efficienza un alienante disvalore figlio del fordismo. Che in alcuni casi può essere vero, ma occorre solo verificarne gli abusi, non condannarla ideologicamente.
  • Il progresso nell’estensione dei diritti ha generato (solo in Italia) una mostruosa burocratizzazione di ogni procedura, avviluppata da lacci e lacciuoli, parentesi e controlli che hanno condotto alla paralisi del paese. Ed ha conseguentemente creato caste di intermediari responsabili della lievitazione dei prezzi ai consumatori, e spesso della diminuzione dei salari.
    Se io scrivessi un periodo con mille subordinate concentriche per esprimere con perfetta esattezza la mia opinione, otterrei un pensiero precisissimo che però nessuno riuscirebbe a leggere. Così i mille giusti “distinguo” stratificati nei codici da decenni di ipertrofia normativa portano alla fine meno giustizia sociale di regole meno sofisticate ma chiare, concise e il cui rispetto sia facilmente verificabile. Ma non sento mai considerazioni di questo tenore provenire da quel lato dell’arco costituzionale.
  • Condizionata storicamente dalla propria logica di apparato, purtroppo non è mai riuscita a combattere la tendenza degli apparati a concentrarsi esclusivamente sull’obiettivo della propria sussistenza. E questo difetto di manutenzione della propria ragione di vita l’ha nel tempo mummificata e svuotata di energie.

Dateci un programma di sinistra espresso da una classe politica esente dalle suddette pregiudiziali.
Dateci una sinistra utile, e poi ne riparliamo.

Splashes to splashes

La valvola della caldaia in bagno non tiene più.
Diluvia su Roma, la guarnizione della porta-finestra è da cambiare.
Nel frattempo suonano. Benedizione Pasquale.

Ecco, chi conosce un buon idraulico in grado di ripararmi definitivamente tutte queste infiltrazioni?

Google Robber

Da Mountain View ecco il Chatback Badge, un nuovo fondamentale strumento per far sapere facilmente ai topi di appartamento se un geek (in genere permanentemente collegato) è in casa o è uscito, leggendo una palletta colorata sul suo sito.
Disponibili anche le API con la combinazione della cassaforte.

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