La mappa delle forme errate

Di tutta la paginona del Foglio di ieri dedicata ai blog, l’unico brandello di nuova conoscenza acquisita è nella frase di Sandro Fusina “redarre un primo catalogo”. Armato di sogghignante sarcasmo, ho aperto il fido Gabrielli, certo di non trovare il vocabolo incriminato:

redàrre, forma verbale errata invece del corretto redìgere, foggiata sul pp. m. redàtto.

Bella sorpresa! Nel dizionario trovano posto anche le forme errate. Che teoricamente sarebbero infinite, perché si può sbagliare in tutte le direzioni. Ovviamente sono degni di inclusione solo gli errori “qualificati”, che sono largamente diffusi e dipendenti da deviazioni in qualche modo comprensibili.
A me piacerebbe averli in un fascicolo a parte del vocabolario, tutti questi errori giustificabili. Testimoni della vitalità irrefrenabile della lingua, ma anche di come si possa facilmente giungere a conclusioni sbagliate da premesse corrette.
Qualcosa insomma di analogo alla istruttiva mappa delle opinioni sbagliate sui blog che il Foglio ha ritenuto di concentrare nella suddetta paginona.

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4 Commenti

  1. Pubblicato 24 settembre 2007 alle 01:45 | Link Permanente

    ma perchè il foglio ce l’ha tanto con i blog ?
    non lo capirò mai…

  2. Pubblicato 24 settembre 2007 alle 14:38 | Link Permanente

    Andrea, per quanto possa valere, sei un grande, ti leggo sempre con molto piacere, intellettuale ;-)

  3. Pubblicato 25 settembre 2007 alle 12:13 | Link Permanente

    Appunto finissimo questo tuo, caro Martines! Che Iddio ce li conservi, i lettori che hanno la santa pazienza di scrutare col microscopio le parole che la vita fa leggere! Un saluto brianzolo a un romano de Roma, come mi par tu sia.

    Brian

  4. Pubblicato 25 settembre 2007 alle 15:44 | Link Permanente

    Se ti sei soffermato sul redàrre vuol dire che tutto il resto era mal redàtto. Te ne dò atto.

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