Convivenza Autorizzata dalla Chiesa Cattolica

Ovvero la CACC. Questa è la sigla che da oggi consiglio di adottare per i matrimoni.
Non vedo perché se da una parte si vilipendia con sigle ridicole (PACS, DICO, CUS) la libera e pacifica volontà di veder riconosciuto dallo stato laico il rapporto che ci lega a un’altra persona, non possa esserci reciprocità.
Quindi ci saranno le CACC e i CUS (se mai ci saranno). Oppure ci saranno i matrimoni, che riuniranno entrambi i casi, come dovrebbe essere. Semplicemente.

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2 Commenti

  1. Pubblicato 13 luglio 2007 alle 17:11 | Link Permanente

    AMEN (detto laicamente). Perché tanto casino, quando basta andare 5 min. in comune e sposarsi… magari perché il problema sono coloro già sposati e non divorziati (e mi domando perché in questo caso non si cambi la legge sul divorzio) e gli omosessuali (e in questo caso, perdonatemi ma sono contro al matrimonio omosessuale, per le problematiche legate al discorso figli, comunque ottenuti)

    Francesco

  2. Daniele
    Pubblicato 1 dicembre 2010 alle 00:51 | Link Permanente

    Personalmente ritengo che l’unico arcano su questo discorso si possa risolvere pensando a sestessi o meglio all’intenzione che si ha dando vita alla convivenza, se accade alcune volte di consumare bisogna guardarsi negli occhi e nella coscenza solamente perchè con quell’atto a mio parere il nostro corpo fà una promessa verso l’altra metà.Non è facile fermare il desiderio ma se piano piano si riesce si è indistruttibili.
    Mi rimetto comunque di segnalarvi alcuni versetti:
    Matteo 23,15
    Matteo 28,20
    Cordiali saltu a quanti prenderanno visione.

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