Archivi per la categoria 'Veltroni'

DP, non PD

Voterò Italia Dei Valori, per evidenti motivi *.
Che Di Pietro sia inflessibile.
E Veltroni cattivo.

* Non vedi i motivi? Contatta oggi uno specialista, potresti essere un daltonico politico.

Arcolismo

Apprendo solo ora che Chachi e Sottiletta fecero realmente il loro primo wowowowowow insieme.
Taggatelo pure come “cose da non riferire a Walter prima del 14, che mi si distrae sul più bello”.

Cerchiobottèmi

òspite
Chi dà ospitalità a qualcuno.
MA ANCHE
Chi riceve ospitalità.

proprietà
Chi ha diritto di proprietà. La proprietà ha chiuso la fabbrica.
MA ANCHE
L’oggetto di un diritto di proprietà. Ho una proprietà in campagna.

Come vedete, l’anno si apre all’insegna della patalinguistica.
O di un’altra puntata della serie Lessico veltroniano.

Conoscete altri esempi di cerchiobottema?

Per un Freedom of Information Act italiano

Lorenzo Spallino ha scritto un articolo che vale più di una puntata di Report, come spesso gli accade.

Si parte da un fatto: l’appello di Scandalo Italiano (recante 1500 firme) affinché fossero resi pubblici i documenti di gara relativi alla realizzazione del portale Italia.it è stato respinto dalla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Respinto perché in Italia pare che la legge 241/90 sulla trasparenza amministrativa non contenga affatto il diritto di accesso dei cittadini ai documenti della pubblica amministrazione: deve sussistere “un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente a una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è richiesto l’accesso” (articolo 22, comma 1, lettera b, l. 241/1990; articolo 2 D.P.R. 184/2006).

Quindi non chiunque. Anzi, quasi nessuno. Eventualmente, un secondariato di gare pubbliche, al massimo. E il diritto al controllo da parte dei cittadini? Non esiste, e la commissione ci tiene anche a precisarlo:

La giuriprudenza maggioritaria e l’opinione ormai stabilizzata dalla stessa Commissione si sono consolidati nel senso che il diritto di accesso, riconosciuto dall’art.22 L.241/90 non configura una sorta di azione popolare diretta a consentire un generalizzato controllo dell’attività della Pubblica Amministrazione.

Il problema travalica insomma sia l’argomento della normativa sull’accessibilità (che contesto da anni insieme a Spallino e molti altri) che lo scandalo del portalone da 45 miliardi (di cui ho parlato ampiamente in passato, anche in relazione alla sfortunata iniziativa di Ritalia).

In Italia, per legge, ai cittadini non è concesso il controllo dell’operato dei propri amministratori, tramite l’accesso agli atti pubblici.

Spallino scorre anche le normative internazionali sulla Freedom Of Information, ma non possiamo sempre sperare nella superiore attività civilizzatrice dell’Unione Europea che sovrascriva in un futuro più o meno prossimo le nostre aberrazioni.

Gilioli suggerisce al neonato Partito Democratico, come indice di buona volontà, lo scoperchiamento dell’affaire Italia.it.
Naturalmente, ad un perfettista come pare io sia, l’obiettivo di ottenere lumi su un singolo caso “nonostante” la legge sulla trasparenza appare miserrimo.
Io penso invece che l’adozione del Freedom Of Information Act, come diritto universale di accesso incondizionato dei cittadini alla documentazione pubblica (salvo segreti di stato o istruttori), sia del tutto evidentemente una pre-condizione obbligatoria della nuova stagione politico-istituzionale che Veltroni ritiene appena inaugurata.
A titolo squisitamente personale, aggiungo, considero la spinta fattiva per la sua adozione condizione necessaria (ma non sufficiente) per ottenere il mio voto alle prossime politiche.

Invito quindi chi è d’accordo a mobilitarsi per ottenere questo obiettivo quanto prima, con gli strumenti di pressione che abbiamo a disposizione.

Freedom Of Information NOW.

La nuova canzone

In assenza di un Apicella ufficiale del Partito Democratico, proporrei intanto un Mameli:

C’è una grande confusione dentro te,
tu che ti chiami Africa.
Tu sei tanto giovane,
ma non sei mica un giocattolo.
Non sei terra di conquista ma
più di una battaglia si farà
per rubare ai tuoi fianchi,
momenti santi.

Chissà se Walter riuscirebbe a scriverne una altrettanto azzeccata per Enzo.

Lariofagìa

Prime conseguenze dell’appello di Veltroni a Veronica Lario.
Il commissario Basettoni ha offerto a Trudy un distintivo della polizia, apprezzandone la dedizione e l’autoironia dimostrate nella cinquantennale carriera di fiancheggiatrice.
Fredda reazione di Manetta, mentre Macchia Nera si schiera con Di Pietro.

Sintesi veltroniana: una lettura oulipiana di sinistra

Antonio Sofi ha utilmente riassunto in questa tag cloud la frequenza delle parole chiave nel discorso del Lingotto:

Tag Cloud del discorso di candidatura di Veltroni alla guida del Partito Democratico
Questo però è solo un rilievo statistico. Io ne voglio dare una lettura radicalmente di sinistra. Che sintetizzi concretamente il significato delle parole di Veltroni.
C’è chi cerca di leggere tra le righe. Io invece leggo tra le colonne. Ecco cosa c’è scritto nella tag cloud del discorso, leggendo solamente le parole allineate a sinistra:

Abbiamo campo.
Decidere!
Democrazia, dovere fiscale.
Giustizia hanno italiani? Mai!
Noi obiettivi, paese partito.
Politica = poter propria, sempre sistema stato valori.

Mi sembra un discorso sensato, quello di Veltroni così riassunto. Perfetta in apertura la metafora giovanile del cellulare. Sono le parole di chi cerca di spiegare con sguardo obiettivo un paese partito per la tangente. E chi dubita che la politica riesca sempre a sistemare lo stato dei valori (tangibili) di chi se ne occupa?

Perdona Antonio, ma non sono riuscito ad esimermi dall’esercizio oulipiano (che ovviamente vale solo per questa immagine della tag cloud). Questo in particolare può essere desunto da un incrocio della pratica dell’acrostico con il Petit abécédaire illustré di Perec, su cui si è cimentato anche Calvino nel suo Piccolo Sillabario illustrato.

Uno, iMille e i centomila

Veltroni è stato convincente. Argomenti già sentiti, perché sono quelli che conosciamo tutti. Ma analizzati con esattezza e con visione: trovatemi un altro che abbia esplicitato come un unico processo la caccia all’evasore e al fannullone. Il problema non è enumerare le urgenze, è trovare prima la forza politica per provare a risolverle, e poi azzeccare le giuste misure per conseguire gli obiettivi. Insomma, il problema è crederci veramente.
Buoni anche i distinguo e i consigli sulle regole per le primarie.

Certo, se il segretario va bene rimane il problema del partito che gli è attorno. Che, per dirne solo una, ha ottusamente (o anche dolosamente) ritardato di un paio d’anni la sua discesa in campo, pilotandoci in questo marasma. Evidentemente ha liberato Walter solo come ultima ratio. Il che non depone bene sulla improvvisamente ritrovata attitudine al cambiamento della classe politica italiana. Mi figuro D’Alema e Rutelli a rosicchiare da sotto la poltrona di Palazzo Chigi. Ma soprattutto mi atterrisce la prospettiva che questa luce dall’alto non filtri affatto nel sottobosco. E’ la forza silenziosa della nomenclatura che renderà inefficace o di breve durata il veltronismo, la permanenza nascosta di un establishment autoreferenziale che lavorerà costantemente per assorbire le eventuali onde d’urto decise al vertice.

Se fosse per l’uno al comando, la proposta de iMille sarebbe ridondante, sorpassata da sopra. Forse è l’esistenza dei centomila che la rende invece significativa.