Ammortizzatori asociali
Mi rendo conto che cercare di mantenere la capacità di indignarsi può anche impegnare il 100% delle energie di una persona, ormai, da queste parti.
Dovremmo ricevere un sussidio per rimanere così incazzati full time!
Mi rendo conto che cercare di mantenere la capacità di indignarsi può anche impegnare il 100% delle energie di una persona, ormai, da queste parti.
Dovremmo ricevere un sussidio per rimanere così incazzati full time!
Non ha un televisore. Giorni fa un’ascoltatrice radiofonica lo ha confessato candidamente in diretta. Esistono, e sembrano anche in forma intellettuale invidiabile.
Non sa leggere l’orologio. Poco fa al bar uno slavo mi ha chiesto gentilmente di leggerglielo. Analogico, con le lancette, a muro, ben visibile. Proprio non lo sapeva fare.
Non ha mai visto un disco in vinile. Qualche mese fa una cuginetta quattordicenne di Manuela lo ha guardato stupefatta davanti a noi per la prima volta. E la prima anche per me, vai a pensare che c’è gente ragionante che non ne ha mai visti!
Si chiede se la figlia sappia scrivere. Come riporta Marco, è già sintomatico che il dubbio si sia affacciato…
Ho sentito in uno spot (gialappato) una banca presentare il suo piano di mutuo denominato “progetto giovani”, destinato “a chi non ha un posto di lavoro fisso, come spesso capita ai giovani”.
Chiariamo una cosa: che il fenomeno riguardi prevalentemente i giovani è del tutto transitorio, e dipende dal fatto che le nuove forme di precarietà (pardon, flessibilità) sono state consentite solo negli ultimi anni. Identificare il precariato come uno strato temporale (più o meno lungo) di entrata nel mercato del lavoro, che preluda prima o poi immancabilmente ad un tempo determinato, è falsa propaganda. Non è questo che accade.
Il mutuo per i precari non ha niente a che fare con l’età che hai, semmai lo ha con il secolo in cui ti è capitato di lavorare.
Il massacro al Virginia Tech non è una fatalità, né tantomeno un mero effetto collaterale delle peculiari “libertà” sancite dalla Costituzione di Jefferson.
Non esistono tratti ancestrali di una civiltà che non possano evolvere sotto la pressione dei tempi e il mutamento delle priorità economiche.
Un secolo fa l’etica protestante del risparmio fu abilmente piegata dalla cultura indotta del consumismo.
Il tabagismo ha fatto parte integrante della mitografia americana fino a quando si è deciso che il bilancio statale non poteva continuare ad assorbirne gli ingenti costi medici (o fino a quando la relativa lobby non ha perso qualche guerra).
Arroccata attorno a interpretazioni strumentali del Secondo Emendamento, l’amministrazione Bush continua a propagandare la battaglia ideologica del diritto individuale all’autodifesa armata, orientando la pubblica opinione verso la spirale della paura (nel senso dipinto da Michael Moore), nonostante sia trasparente la sua compromissione con la lobby delle armi, principale cassaforte delle vittoriose campagne presidenziali. E nonostante sia evidente che queste tragedie proliferano laddove c’è libera vendita di armi da fuoco.
Io sono pessimista: ho idea che lo stesso concetto di “conflitto d’interessi”, sulla cui regolazione s’incardina la condizione stessa di mantenimento di un ordine democratico, stia cedendo sotto l’imbarbarimento generico delle capacità critiche: stanno semplicemente diminuendo gli occhi capaci di vederlo, e di scandalizzarsene.
Qui è già successo. Ancora per un po’ saremo immuni, invece, dall’invasione dei supermarket del piombo, protetti dall’orrore di queste immagini. Queste, per fortuna, le vediamo ancora bene.