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2 + 2 = 12.000.000

because you’ve not been paying attention!

Bene, comScore pubblica proiezioni statistiche sul successo dell’iniziativa di In Rainbows, l’album dei Radiohead autodistribuito online a un costo definito dall’utente:

During the first 29 days of October, 1.2 million people worldwide visited the “In Rainbows” site, with a significant percentage of visitors ultimately downloading the album. The study showed that 38 percent of global downloaders of the album willingly paid to do so, with the remaining 62 percent choosing to pay nothing.

Il Daily Mail dà immediatamente voce alle fanfare delle etichette, già terrorizzate dal tentativo di scavalcamento comportato dall’operazione, che licenziano come tragicamente fallita. Ma sbaglia clamorosamente a riportare i dati:

  • scambia i semplici visitatori per utenti che hanno scaricato l’album
  • moltiplica per dieci i numeri
  • riporta i dati come assoluti, mentre è solo una proiezione statistica

Già al primo grado di separazione giornalistica l’ipotesi di 1,2 milioni di semplici visitatori diventa certezza di 12 milioni di album scaricati. (Alt, chi va là, downloaden o uploaden? Semplici visitatori!)
Poiché l’errore va in direzione opposta alla tesi preconfezionata dall’articolo, prefigurando un clamoroso successo, rende internamente pretestuosa e ridicola la posizione espressa.

Ed infatti, assuefatti a puntino alla surrealtà delle cose di casa nostra, al Corrierone se ne innamorano, e Simona Marchetti la riprende para para, errori compresi. Citando persino la fonte originale senza prendersi la briga di controllare quella breve paginetta.

A cascata, i blogger (italiani e non) gli ruzzolano dietro, prendendo per buoni quei 12 milioni di download, ma impegnandosi almeno, giustamente, a smascherare l’incoerenza dell’accusa di fallimento, mostrando come, dati alla mano, si tratti solo di stampa di regime intenta a minimizzare il crollo del sistema multinazionale della discografia. E io ovviamente con loro: stavo per scrivere le identiche considerazioni di Quintarelli.

Oops, improvvisamente al Corriere se ne accorgono. Ma, com’è noto, il diavolo fa le virgole ma non le rettifiche. Ormai l’indignazione è montata nella blogosfera (che è fan della disintermediazione ancor più che della band), costretta dagli errata a una risospensione del giudizio fino a nuovo ordine.

A chiudere la farsa intervengono gli stessi Radiohead, dichiarando l’ovvio: che anche lo studio di comScore è del tutto inaccurato, e i suoi risultati non corrispondono in alcun modo alla realtà. Ci si poteva arrivare, vista la base statistica di poche centinaia di utenti.

Cosa dire della vicenda: mi sembra che metta finalmente d’accordo i detrattori di giornalisti e blogger: è andato in scena un gioco a rimpiattino fra chi misinterpreta più radicalmente dati già in origine precari.

Non posso naturalmente esimermi dal dare anch’io i numeri sulla vicenda. Da buon ultimo, ho scoperto almeno come sono arrivati al dato del 62% di non paganti riportato da comScore.
E’ naturale, e per alcuni versi paradossale. Come avete fatto a non accorgervene prima: è la Sezione Aurea dei visitatori a non aver versato un pound!

P.S. Mai notato che il rapporto fra le colonne di questo blog è lo stesso della struttura compositiva della Flagellazione di Piero Della Francesca? Nooo? Eh, because… you have not been paying attention!

Radiohead, gli avanzi del giorno dopo

In occasione di feste mia madre cucinava talmente tanto e così in anticipo che a volte ci toccava mangiare gli avanzi anticipatamente.

Ieri è apparso sul sito dei Radiohead un video con una sequenza di pezzi di scarto dalla fase di mixing, tuttora in corso, del nuovo album Dead Air Space. Eccolo riportato su Youtube:


A parte l’orgasmo da fan e le considerazioni sul sound (falsariga di Hail to the Thief con qualche accento meno elaborato, l’ultimissimo brano è molto Talking Head…), secondo voi è guerrilla marketing studiato? Ne ha tutta l’aria.
Ed il prossimo step potrà essere solo il reality con trasmissione live di prove e sessioni, sul modello De La Hoya - Mayweather 24/7. E il televoto per scegliere i pezzi da includere.

UPDATE: ho appena scoperto che un primo outing l’hanno fatto il 13 e 14 con due concerti a Oxford in cui hanno eseguito, tra le altre, nove canzoni che “potrebbero” essere presenti nell’album. Poi il giorno dopo hanno postato il video suddetto, in cui ci sono però anche pezzi non riconducibili a quelli svelati. Insomma, si è nel vivo della promozione prima ancora che il prodotto sia finito, stampato e distribuito.