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Il nono rischio

Franco Carlini sul Manifesto di oggi, in polemica con Adinolfi:

Forse al severo e preoccupato elenco di Rodotà occorrerebbe aggiungere un ottavo rischio, quello che viene dai troppi che si proclamano unici e autorizzati interpreti della rete e della sfera pubblica.

Appoggio la mozione. E rilancio. Ancora Carlini:

chi frequenti l’insieme dei blog, specialmente quelli italiani, potrà avere conferma di quanto poco discorsiva, colloquiale e spesso vuota sia la suddetta blogosfera.

Non confermo né smentisco, potrei anche essere d’accordo. Ma poiché non tutti i frequentatori della blogosfera sembrano condividere un giudizio così tranchant, che è invece dato per scontato, individuo di conseguenza un nono rischio da aggiungere in calce alla lista: l’avvento di coloro che si “proclamano unici e autorizzati interpreti della rete e della sfera pubblica” per chiara fama nel denunciare “i troppi che si proclamano unici e autorizzati interpreti della rete e della sfera pubblica”.

E se ai cinesi piacesse?

Quanta bella indignazione male indirizzata!

E’ brutto il portalone? Ma per chi? Non siamo noi il pubblico di riferimento! Voi vivreste l’Italia nello stesso modo in cui la vive un benestante extracomunitario di passaggio in grand tour europeo di una settimana? Passeggereste per Venezia con le gondole sottobraccio e in mano la palla di vetro con Woityla innevato presa ieri a via della Conciliazione?

E’ inusabile la navigazione? Certo, ma se gli americani si divertono a perdersi allegramente in Myspace…! Ah, già, ma quando il caos è serendipico (ahimé) è produttivo! Non è escluso invero che con quella struttura di menu un aspirante turista che stia cercando la pagina del Colosseo trovi invece il blog della figlia di Veltroni!

Non ti senti rappresentato in quanto italiano? Ma il prodotto non serve a rianimare il tuo sentimento di appartenenza agonizzante: serve a far affittare più camere a tuo cognato Giuseppe Bellavista detto Hotel, o a convincere uno che non ha mai visto un’abitazione antecedente gli anni sessanta a farsi prendere la sindrome di Stendhal davanti al tal rudere medievale in periferia di Barbagnate Di Sotto.

O anche no! Il punto è che stavolta il movimento della blogosfera verso un’unica, indifferenziata lapidazione mi sa tanto di branco. Perché usa in gran parte argomenti in fin dei conti soggettivi, o generici, o apodittici, o inverificabili, o comunque privi di falsificabilità nel senso più propriamente popperiano.

Posso condividere molto di quello che è stato detto. Quello di cui posso però accusare con ragionevole certezza i fautori di questa operazione è:

  1. Il portale Italia.it, soggetto alla vigente normativa sull’accessibilità, pur essendo costato ai contribuenti uno sproposito NON è conforme ai requisiti di legge. Lo dicono loro stessi, anche se minimizzando l’ampiezza dei problemi, che non riguardano singole sezioni ma tutte le pagine (non linearizzabilità dei contenuti di molte tabelle, mancanza di semantica, non rispetto del pure esecrabile algoritmo di testo/sfondo ecc…). Peraltro realizzate con tecniche obsolete.
  2. Non è appropriato, per un paese che vuol convincere il mondo (o almeno le agenzie di rating) di non essere in declino, impostare una campagna di comunicazione che preveda l’identificazione con un simbolo in qualche modo interpretabile come un fallo smosciato.

Le spamMeur

Hello Mr Le Meur. I was wondering if, as a B-List commentator of the Le Web conference last december, I may deserve some deja-écrit press note from you in my comments, even much smaller than the one spammed in some A-List italian bloggers.

Hello, I don’t understand Italian but I explained myself at that time here:
http://www.loiclemeur.com/english/2006/12/the_end_of_blog.html

I always said in public for 6 months I was supporting him before the conference, invited all 3 candidates at the conference and 2 came along with Shimon Peres. Sarkozy spoke for less than 20 minutes on a two day and 70 speakers conference. If Mr Bayrou the other candidate would not have come I would not have had Mr Sarkozy alone on stage.

It is true that two months after the conference I agreed to help him more on his online campaign, I don’t know what is wrong with that but I am happy to talk about it wih you.

I must confess I’m really mad about two things in my life:

  1. Mistakes in Press Launches: please fix “wih” with “with” for more launches.
  2. Hearing people saying “you” when they’re not really talking to anybody.

Turanisauro

Qualcuno si affretti a spiegare a Giuseppe Turani che, non essendosi fortunatamente ancora imposta la definizione ristretta di blog come “presuntuosa imitazione di testata giornalistica”, ha appena licenziato come “spazzatura” la libera espressione del pensiero di una generazione di individui, peraltro probabilmente coincidenti con il pubblico di riferimento della testata che ne ospita (viene da dire generosamente) gli scritti.

Sappiamo qual’è il destino incombente (e linguisticamente prefigurato) di opinionisti di tale schiatta: schiattare, appunto (professionalmente), per palese anacronismo. Sarà divertente allora assistere ai colpi di coda di quei giornalisti d’antan che cercheranno di salvarsi dall’estinzione sprizzando inchiostro da dentro il cestino della spazzatura: un blog, a differenza di una rubrica giornalistica, non si nega a nessuno.

A cavallino donato…

Microsoft regala ai blogger dei super laptop brandizzati Ferrari, la blogosfera fa mostra di scandalizzarsi. E allora?
E’ una pratica che esiste in ogni categoria merceologica e a tutte le latitudini.

I manuali di etica professionale naturalmente sono ben consci del problema, per il quale hanno definito rigorosi codici di comportamento, ormai universalmente adottati dai malcapitati opinion leaders oggetti ogni santo anno di Giftbombing a tappeto. Basta infatti che il destinatario delle regalìe tenga una condotta specificamente descritta da una sequenza di apposite buzzword angloidi:

a) DETHANKING: non ringrazi. Non si ringrazia per un articolo inviato a fini promozionali. E’ il mittente che deve ringraziare;

b) SANTARELLING: qualora recensisca il prodotto, premetta una nota per avvisare il lettore di averlo ricevuto gratuitamente in prova (o a titolo definitivo) dal produttore.

c) STRUZZING: faccia finta di niente, continuando ad operare esattamente come avrebbe fatto qualora non fosse arrivato niente, e badando a non aspettarsi niente per il futuro;

d) UMBRELLING: pieghi gentilmente un braccio sull’altro a mo’ di diniego qualora l’azienda, colta con le mani nel sacco, faccia retromarcia richiedendo indietro gli articoli. Chi ha la coscienza a posto non può essere verosimilmente toccato dai rigurgiti dell’altrui malafede.

La setta dei Post estinti

Leggetevi il presente articolo, presto.
Sono molto sensibile alle mode, potrei pentirmi e appallottolarlo entro pochi secondi sotto la spinta di qualche commento che mi apra improvvisamente gli occhi.

Prima il caso di blogorrea complex del buon Scalfarotto (per cui avevo ed ho tuttora una certa ammirazione), che ha subitaneamente ritirato la sua delirante risposta a un ormai vecchio, legittimissimo giudizio di Luca Conti sulla sua parabola politica. Evidentemente ha ragione chi sostiene che le parabole facciano male alla salute.

Ora invece grazie ad Alberto Dottavi apprendiamo che il Gartner Group la Gartner, Inc. ha appena ritirato un post nel suo blog per la pesante stroncatura nei commenti di una loro predizione per il 2007 sulla blogosfera.

Queste possibilità di reintervento sui contenuti (ripensamento, raffinamento, censura a posteriori) sono naturalmente insite nel mezzo. Legittime, anche se in questi casi del tutto risibili. Ma bisogna far presente a chi le pratica che equivale a far saltare il tavolo su cui si gioca: tutto il contorno del fenomeno blog (reazioni, commenti, trackback, polemiche) è costruito sulla costanza del contenuto nel tempo.

E’ un tradimento vero e proprio della dimensione del blog (per quel che ne comprendo allo stato presente), che dovrebbe essere additata al pubblico ludibrio, e passibile di gogna mediatica fino all’ottenimento di scuse ufficiali ai propri lettori.
Nel frattempo, sarebbe di pubblica utilità la predisposizione pubblica di un “cimitero” dei Post estinti per eccesso o assenza di vergogna. Senza i quali sarebbe impossibile ricostruire i termini di alcune discussioni, cui pure in molti magari si erano appassionati.
Ad esempio, per chi non avesse letto il post di Scalfarotto, c’è per ora la copia cache di Google. Ma dove potremmo collezionare permanentemente queste perle?