Archivi per la categoria 'Partito Democratico'

Scatola vota

Tutti escono da Alleanza Nazionale. Ora anche Selva, il ladro di ambulanze, ha finalmente preso atto delle proprie preferenze ed è passato alla sponda corretta (meglio tardi che mai), con “il benestare di Schifani” che se l’è preso in casa.

Attenzione, potrebbe essere una strategia per intercettare il voto dei delusi dal Partito Democratico.
Io, ad esempio, se escono anche tutti gli altri voto AN tranquillamente.

Sintesi veltroniana: una lettura oulipiana di sinistra

Antonio Sofi ha utilmente riassunto in questa tag cloud la frequenza delle parole chiave nel discorso del Lingotto:

Tag Cloud del discorso di candidatura di Veltroni alla guida del Partito Democratico
Questo però è solo un rilievo statistico. Io ne voglio dare una lettura radicalmente di sinistra. Che sintetizzi concretamente il significato delle parole di Veltroni.
C’è chi cerca di leggere tra le righe. Io invece leggo tra le colonne. Ecco cosa c’è scritto nella tag cloud del discorso, leggendo solamente le parole allineate a sinistra:

Abbiamo campo.
Decidere!
Democrazia, dovere fiscale.
Giustizia hanno italiani? Mai!
Noi obiettivi, paese partito.
Politica = poter propria, sempre sistema stato valori.

Mi sembra un discorso sensato, quello di Veltroni così riassunto. Perfetta in apertura la metafora giovanile del cellulare. Sono le parole di chi cerca di spiegare con sguardo obiettivo un paese partito per la tangente. E chi dubita che la politica riesca sempre a sistemare lo stato dei valori (tangibili) di chi se ne occupa?

Perdona Antonio, ma non sono riuscito ad esimermi dall’esercizio oulipiano (che ovviamente vale solo per questa immagine della tag cloud). Questo in particolare può essere desunto da un incrocio della pratica dell’acrostico con il Petit abécédaire illustré di Perec, su cui si è cimentato anche Calvino nel suo Piccolo Sillabario illustrato.

Uno, iMille e i centomila

Veltroni è stato convincente. Argomenti già sentiti, perché sono quelli che conosciamo tutti. Ma analizzati con esattezza e con visione: trovatemi un altro che abbia esplicitato come un unico processo la caccia all’evasore e al fannullone. Il problema non è enumerare le urgenze, è trovare prima la forza politica per provare a risolverle, e poi azzeccare le giuste misure per conseguire gli obiettivi. Insomma, il problema è crederci veramente.
Buoni anche i distinguo e i consigli sulle regole per le primarie.

Certo, se il segretario va bene rimane il problema del partito che gli è attorno. Che, per dirne solo una, ha ottusamente (o anche dolosamente) ritardato di un paio d’anni la sua discesa in campo, pilotandoci in questo marasma. Evidentemente ha liberato Walter solo come ultima ratio. Il che non depone bene sulla improvvisamente ritrovata attitudine al cambiamento della classe politica italiana. Mi figuro D’Alema e Rutelli a rosicchiare da sotto la poltrona di Palazzo Chigi. Ma soprattutto mi atterrisce la prospettiva che questa luce dall’alto non filtri affatto nel sottobosco. E’ la forza silenziosa della nomenclatura che renderà inefficace o di breve durata il veltronismo, la permanenza nascosta di un establishment autoreferenziale che lavorerà costantemente per assorbire le eventuali onde d’urto decise al vertice.

Se fosse per l’uno al comando, la proposta de iMille sarebbe ridondante, sorpassata da sopra. Forse è l’esistenza dei centomila che la rende invece significativa.

iCinquecento e gli altri

La mia impressione è che stiano coagulandosi attorno all’idea de iMille due correnti di pensiero distinte: quelli che trovano insopportabile la direzione che sta prendendo il PD, e quelli che trovano insopportabile non fare niente mentre il PD assume quella direzione.
I secondi sono già organici al partito, si accontenteranno di qualsiasi miglioramento verrà dal loro impegno, e voteranno qualunque PD gli si presenti alle urne.
I primi lo voteranno SE sarà votabile.

Servirebbe una conta degli uni e degli altri.
O almeno sapere fin dall’inizio della partita che maglia si ha.

Pingare il Partito Democratico

Si può aderire alla proposta di Luca Sofri di rabbocco generazionale del Comitato per il Partito Democratico.

Nonostante la lista dei nomi da aggiungere sia opinabile.
I nomi sono importanti, ma è più urgente il problema della rappresentatività di una generazione e delle sue istanze. Che, a dire il vero, è comunque meno importante della crisi di competenza della nostra classe politica. Problema a sua volta logicamente subordinato alla questione etica, madre di tutte le istanze. Irrisolvibile senza un processo collettivo di selezione degli amministratori in base alla cura dimostrata verso il bene comune e la collettività.
Insomma, alla fine è una questione di nomi, e siamo al punto di partenza.

Meglio approcciare l’iniziativa da un altro lato.
Il PD finora non piace, per una serie di motivi che mi riservo prossimamente di discutere. Tra cui lo scollamento totale con la cosiddetta società civile, ad onta degli sforzi di comunicazione ed esibizione di primarie già scontate, gazebi e questionari destinati al macero. Oggi ho atteso cinque minuti davanti a uno di questi, perché s’erano portati migliaia di fotocopie del questionario, ma solo due penne. Me ne sono andato urlando “PIU’ PENNE PER TUTTI!”, non credo abbiano capito.

Siamo molto lontani. La prima cosa da capire è se c’è un canale di comunicazione aperto con questa gente che vuole la delega a risolvere i nostri problemi. La proposta di Sofri serve se non altro a questo: a “pingare” il neonato per verificare innanzitutto se un dialogo è possibile.

Ho già provato in passato. Tanto per verificare qualcosa che purtroppo già supponevo, scrissi all’Associazione per il Partito Democratico, offrendo il mio aiuto volontario per servizi che sono tra le mie competenze.

Spett.le Associazione,
mi chiamo Andrea Martines, e sono un esperto in accessibilità dei siti web.
Qui potete scaricare il mio curriculum:
http://commontags.com/docs/AndreaMartines.doc

Il vostro sito non rispetta alcuna pratica riconosciuta di accessibilità ai
disabili, che quindi hanno grosse difficoltà ad accedere ai contenuti
pubblicati.
Sono un convinto sostenitore dellla necessità di arrivare alla costituzione
del Partito Democratico.
Vi offro pertanto il mio aiuto, a titolo del tutto gratuito, per rifare i
template di codice XHTML/CSS, e per rendere il vostro sito accessibile in
base alle linee guida del W3C WCAG e della legge Stanca in vigore (che
regola l’accessibilità dei siti pubblici).

Cordiali saluti, e buon lavoro.
Andrea Martines

Ottenni quasi subito risposta da Livio Frigoli, dell’APD, che effettivamente si mostrò interessato. Mi disse di contattare la società di suoi amici che si era occupata del sito, la Nemo srl di Legnano. Ovviamente nessuna risposta da questi ultimi, né altri cenni da nessuno.
Tentativo fallito. L’atteggiamento è il solito: a) lavori affidati ad amici, b) realizzati con incompetenza, c) chiusura nei confronti di chi evidenzia i problemi, d) esclusione di chi ha le competenze, perfino nel caso le fornisca gratuitamente.

Vediamo se la proposta dei dieci piccoli pidiani avrà più fortuna.

« Pagina precedente