Feedburner AD Network, può funzionare?
Ho cercato nelle FAQ del nuovo servizio di Feedburner, ma non ho trovato le domande a cui veramente bisognerebbe dar risposta, se si vuole accreditarlo come un modello di business funzionante.
Magari qualcuno più addentro di me può rispondere ai miei dubbi. Marco, da cui ho tratto l’informazione al Barcamp Turin, ha già tirato su un notevole network da questa novità: Italian Digital Blogs.
L’aggregatore refrattario
Come è noto, io sviluppo un aggregatore, Excite MIX. Che parsa i contenuti dei feed inseriti personalmente dagli utenti, proponendoli in un viewer.
Cosa viene in tasca alla mia azienda se lascia visualizzare i banner del Feedburner Network nel viewer del nostro aggregatore? Nulla, allo stato attuale. Semmai, entrano invece in conflitto con l’advertising che potrebbe pensare di mettere.
Esiste qualche norma che impedisce ad un aggregatore personale di eliminare l’advertising nel contenuto sindacato? Notate bene, qui non c’è ripubblicazione basata su una selezione di feed: è l’utente che inserisce l’indirizzo del feed nel campo apposito, non c’è alcuna scelta editoriale dell’aggregatore. Come Google, in questo caso l’aggregatore ci mette solo la tecnologia. Quindi non sarebbe eventualmente neanche sottoposto a limiti nella licenza (a meno che non si dia ragione a Fioroni, ma spero di avere lettori sufficientemente edotti).
Non è la somma che fa il totale
Il modello della Syndication non è adatto ai metafeed: poiché il numero degli ultimi post è fisso, l’esposizione è mostruosamente sbilanciata dalla parte dei blogger più compulsivi, che pubblicano tantissimo, e che fanno sparire presto dal feed i post più meditati ed approfonditi, che ovviamente richiedono tempo e cura, e che quindi non possono avere la stessa frequenza di quelli istantanei.
Di conseguenza un feed composito tende a diventare, per sua stessa natura, un veicolo d’informazione svelta e qualitativamente bassa.
Comments(3)
