Archivi per la categoria 'Luca Sofri'

Non le fate chiedere solo a me

Volentieri sostengo l’appello di Wittgenstein a Veltroni perché “chiuda la porta a un’alleanza elettorale con l’Italia dei Valori”.
Se Di Pietro corresse con il PD infatti non potrei votarlo.

(Questo con Luca credo si chiami accordo tecnico e non programmatico).

Capirla minga

Nessuno è perfettoBerselli, ingagliardito dalle rilevazioni di affluenza alle urne piddine, ha ben pensato di maramaldeggiare dalle colonne di Repubblica contro chi ha ritenuto di dover usare il NO in questa occasione, scomodando la untuosa definizione di “perfettisti”:

Ad esempio quelli che non sono andati a votare per le primarie del Pd perché il nuovo partito non era abbastanza liberale, socialista, popolare, democratico, insomma perché non era perfetto. Sono quelli che sono disposti a dimenticare le tristi necessità del presente in vista di un futuro che sarà molto migliore e forse anche molto più futuro. Sono le vittime di una malattia inguaribile per la cultura della sinistra. Dove conta essere “scomodi”, dove importa manifestare “disagio”, dove conviene mostrarsi “mai soddisfatti”.

Sofri (quello ggiovane) gli si è accodato.

Credo che non abbiano capito niente.
Gli astenuti di domenica sono quelli che avevano partecipato con fin troppo entusiamo alle primarie dell’Unione. Sono gli scottati dalla cronica concessione di fiducia mal riposta in passato, l’esatto contrario degli scontenti strategici di cui straparla Berselli. Sono quelli che considerano non più procrastinabile la risoluzione delle “tristi necessità del presente”, e non danno più deleghe in bianco ai politici che hanno già dimostrato di non saperle (o volerle) trasferire in azione.

Ma davvero l’infatuazione per il progetto vi acceca fino al punto di voler trasfigurare il sacrosanto dissenso in un minuetto di figurine a cui “conviene mostrarsi ‘mai soddisfatte’”?

Io la sento spesso quest’accusa di “perfettismo”: la formulano i caporali ai braccianti in nero che vorrebbero un contratto; i gruppi di nullafacenti e pressappochisti a chi si ostina a lavorare bene, rischiando di rovinargli i giochi; chi cerca di sfuggire alle conseguenze della propria negligenza a chi cerca di rinfacciargliela.
Se provi a far notare alle comunità montane al livello del mare che sono troppo basse, cosa pensi che ti rispondano? “Nessuno è perfetto!”

Pingare il Partito Democratico

Si può aderire alla proposta di Luca Sofri di rabbocco generazionale del Comitato per il Partito Democratico.

Nonostante la lista dei nomi da aggiungere sia opinabile.
I nomi sono importanti, ma è più urgente il problema della rappresentatività di una generazione e delle sue istanze. Che, a dire il vero, è comunque meno importante della crisi di competenza della nostra classe politica. Problema a sua volta logicamente subordinato alla questione etica, madre di tutte le istanze. Irrisolvibile senza un processo collettivo di selezione degli amministratori in base alla cura dimostrata verso il bene comune e la collettività.
Insomma, alla fine è una questione di nomi, e siamo al punto di partenza.

Meglio approcciare l’iniziativa da un altro lato.
Il PD finora non piace, per una serie di motivi che mi riservo prossimamente di discutere. Tra cui lo scollamento totale con la cosiddetta società civile, ad onta degli sforzi di comunicazione ed esibizione di primarie già scontate, gazebi e questionari destinati al macero. Oggi ho atteso cinque minuti davanti a uno di questi, perché s’erano portati migliaia di fotocopie del questionario, ma solo due penne. Me ne sono andato urlando “PIU’ PENNE PER TUTTI!”, non credo abbiano capito.

Siamo molto lontani. La prima cosa da capire è se c’è un canale di comunicazione aperto con questa gente che vuole la delega a risolvere i nostri problemi. La proposta di Sofri serve se non altro a questo: a “pingare” il neonato per verificare innanzitutto se un dialogo è possibile.

Ho già provato in passato. Tanto per verificare qualcosa che purtroppo già supponevo, scrissi all’Associazione per il Partito Democratico, offrendo il mio aiuto volontario per servizi che sono tra le mie competenze.

Spett.le Associazione,
mi chiamo Andrea Martines, e sono un esperto in accessibilità dei siti web.
Qui potete scaricare il mio curriculum:
http://commontags.com/docs/AndreaMartines.doc

Il vostro sito non rispetta alcuna pratica riconosciuta di accessibilità ai
disabili, che quindi hanno grosse difficoltà ad accedere ai contenuti
pubblicati.
Sono un convinto sostenitore dellla necessità di arrivare alla costituzione
del Partito Democratico.
Vi offro pertanto il mio aiuto, a titolo del tutto gratuito, per rifare i
template di codice XHTML/CSS, e per rendere il vostro sito accessibile in
base alle linee guida del W3C WCAG e della legge Stanca in vigore (che
regola l’accessibilità dei siti pubblici).

Cordiali saluti, e buon lavoro.
Andrea Martines

Ottenni quasi subito risposta da Livio Frigoli, dell’APD, che effettivamente si mostrò interessato. Mi disse di contattare la società di suoi amici che si era occupata del sito, la Nemo srl di Legnano. Ovviamente nessuna risposta da questi ultimi, né altri cenni da nessuno.
Tentativo fallito. L’atteggiamento è il solito: a) lavori affidati ad amici, b) realizzati con incompetenza, c) chiusura nei confronti di chi evidenzia i problemi, d) esclusione di chi ha le competenze, perfino nel caso le fornisca gratuitamente.

Vediamo se la proposta dei dieci piccoli pidiani avrà più fortuna.