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Dove sono gli sviluppatori PHP?

Mi stanno subissando di richieste per sviluppatori PHP senior a Roma.
Per consulenze di lungo periodo ma anche (prevalentemente) per proposte di assunzione.
Anche per ruoli di una certa responsabilità.
Anche da parte di aziende medio-grandi.
Anche su progetti interessanti.
Anche con stipendi sopra la media.
Anche con rutto libero (in qualche caso).

Dato che ogni tanto mi ricordo di avere un blog anche per questi bassi motivi di sopravvivenza economica, se posso essere utile…
Scrivetemi pure, se vi interessa, e se può funzionare vi metto in contatto con chi me li ha chiesti.

Velocipedemunito

Sto dando un’occhiata alle figure professionali ricercate dall’Information Technology romana, come appaiono dai siti di annunci.
Non è che me le sia proprio segnate, ma a uno sguardo ricapitolativo sembra che vadano per la maggiore copisti, bottai, riparatori di telescriventi, fuochisti ferroviari, telegrafisti (5 anni di seniority su Morse 1.7 SP2).
Ma soprattutto ombrellai, ombrellai dappertutto. Che era tutto annuvolato da anni, ma si vede che ora comincia a piovere.

Un giocattolo in meno oggi per un lavoro in più domani

La Mattel non ha digerito la vernice al piombo dei suoi giocattoli, ed è passata all’attacco dei suoi fornitori cinesi.

Paolo legge nella vicenda una strumentalizzazione in prospettiva anti-cinese, domandandosi a chi giovi.
Io non fatico a credere in ipotetiche campagne di opinione per provocare accelerazioni alla normalizzazione degli standard di lavoro asiatici.
Il sistema di welfare americano mi sembra basato sul fatto che alla bassa copertura di servizi di base corrisponda una vasta disponibilità di posti di lavoro, per consentire a un’ampia fascia di popolazione di pagarsi quei servizi. Se le aziende spostano (come stanno facendo in massa) la produzione fuori dagli USA il sistema entra in crisi, e ad un certo punto qualcuno si troverà costretto, per mantenere il consenso politico, ad ampliare la copertura sanitaria, ripensando la struttura economica secondo una concezione “europea”.
Insomma, sta diventando ragion di stato frenare la delocalizzazione galoppante, facendo in modo che la Cina elevi il livello di qualità (e quindi i costi di produzione) e rispetti i diritti dei lavoratori garantiti nei paesi occidentali, per invertire la tendenza. Il quadro geoeconomico torna.
Per noi ancora di più, che non essendo più competitivi per qualità proviamo ad esserlo con il taglio dei costi (che non si può più fare la svalutazione competitiva, unica manifestazione del genius italicus nel secolo breve appena passato).

Traducendo in concreto questo universale afflato macroeconomico Nicola ha deciso di attuare un boicottaggio nei confronti dei prodotti della Mattel, responsabile di sfruttamento dei lavoratori e minaccia alla salute dei bambini. In realtà, privare i figli di quei giocattoli sembra piuttosto oggi l’unico mezzo disponibile per non ritrovarceli dentro casa fino ai cinquant’anni.

Preokkupati

Nella puntata di ieri di Okkupati, sulla RAI, l’unico annuncio citato per il meridione (si può trovare anche sul sito) era questo:

CENTRO PER L’IMPIEGO DI BARI (Servizio politiche attive del lavoro)
N. 20 OPERATORE GRAFICO - Nord Italia

Tutto qui. Questa settimana il sud non c’è, ci dispiace.

Scendendo nel dettaglio dell’inserzione, tra l’altro, da “operatore grafico” si passa a “operaio grafico”.

Mansione: INSERIMENTO DI RISORSE DA FORMARE IN VISTA DI UNA PROGRESSIVA FUORIUSCITA PER ETA’ PENSIONABILE NEI PROSIMI ANNI, DI PERSONALE CON ESPERIENZA ULTRADECENNALE.
Tipo Contratto: TEMPO DETERMINATO

Ottima idea, formare pluriennalmente la futura spina dorsale della propria attività dandogli contratti a tempo determinato.

Requisiti minimi: TURNI NOTTURNI - TURNI FESTIVI

Ahhhh, ecco, potevate dirlo prima. Cercate schiavi!

E meno male che il sito si okkupa della “Promozione delle politiche per l’occupazione”.

Come spesso capita ai giovani

Ho sentito in uno spot (gialappato) una banca presentare il suo piano di mutuo denominato “progetto giovani”, destinato “a chi non ha un posto di lavoro fisso, come spesso capita ai giovani”.

Chiariamo una cosa: che il fenomeno riguardi prevalentemente i giovani è del tutto transitorio, e dipende dal fatto che le nuove forme di precarietà (pardon, flessibilità) sono state consentite solo negli ultimi anni. Identificare il precariato come uno strato temporale (più o meno lungo) di entrata nel mercato del lavoro, che preluda prima o poi immancabilmente ad un tempo determinato, è falsa propaganda. Non è questo che accade.
Il mutuo per i precari non ha niente a che fare con l’età che hai, semmai lo ha con il secolo in cui ti è capitato di lavorare.

Meno famiglia, grazie

Senza entrare nel merito dell’erosione progressiva della laicità dello stato, e dello scollamento della classe politica con il sentimento del paese…

1) Anni fa (non so se sia ancora lì) nella biblioteca Alessandrina di Roma c’era un totem che erogava consigli di inserimento lavorativo ai neolaureati. Al punto 1 recitava: “attivare tutti i contatti familiari”.

2) E’ un dato acquisito lo scontro in atto tra una generazione in gran parte privata dell’autosufficienza economica e le generazioni precedenti, pervicacemente abbarbicate agli ampi diritti acquisiti quando è ormai chiaro che i loro figli godranno di una minima frazione di quello che a loro è stato garantito. Nell’Italia postberlusconiana dicesi “famiglia” un regime economico di assistenzialismo paternalistico che delega a tempo indeterminato ai genitori il rabbocco più o meno volontario del reddito della progenie fino al livello di sussistenza. Il grasso accumulato dai padri dovrà bastare a sfamare anche i figli.

Lo slogan del Family Day è “Più famiglia. Ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese“.
Mi permetto di dissentire.