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Decameron con svista

Appena delocalizzato su La7, Zoro ha cominciato a fare un uso criminoso del blog affidatogli: ha criticato il nuovo padrone per il ribulgaramento luttazziano.
Meglio un post così che un anno di conferenze 2.moltizeri per spiegare cosa sia un blog.
Bravo Diego, il grosso è fatto (come disse l’ostetrico della madre di Ferrara dopo il parto).

Ispirato anche il titolo coprofilo sboccaccesco, ed ingegnoso il calembour calligrafico per il nome del blog, però non privo di effetti collaterali imprevisti: se uno si fa chiamare 7oro, poi non venga a lamentarsi se finiscono per chiamarlo Settebello!

P.S. Sì, noia e disgustorama: Ferrara è permaloso e ingombrante, lo sappiamo da sempre. E non è censura per Luttazzi, ma solo un pretesto per interromperlo perché non fa ridere. E cafone Dall’Orto perché ha usato un sms. E bla bla.

Tempi comuni

Non ci sono più neanche gli anni di una volta: è già l’anniversario del primo post, e ancora non ho cominciato a dire qualcosa di sensato.
Del resto persino le mamme non imbiancano più.

La particella di Prodio

Questo blog è su server americano Textdrive, e con suffisso internazionale “com”.
Quindi probabilmente non soggetto alle grinfie del nuovo disegno di legge sull’Editoria testè presentato dal governo.
Se venisse emanato, dovranno espatriare tutti gli altri blog italiani che non intendono essere testata editoriale.

Voi credevate che Rutelli volesse chiudere Italia.it? Macché, è più facile far chiudere tutti i siti italiani intorno. Così non si nota più la differenza!

Nell’occhio della classifica

Pare che da stamani Blogbabel abbia rivoluzionato i criteri della sua classifica. Dico “pare” perché incredibilmente dopo quest’esplosione, che ha sbalestrato altrove il ranking di tutti gli altri, io sono atterrato sulla stessa identica mattonella.

Che può anche essere una coincidenza. Oppure può essere che non si riescano a trovare indicatori capaci di creare una seppur minima osmosi tra i primi 194 e tutti gli altri. E in quest’ultimo caso comincerò a lambiccarmi anch’io.

Nel mio piccolo, ad esempio, l’altro giorno ho inserito in un mio post un link ad Excite Magazine, con immediato gaudio dell’apposito collega responsabile dei contenuti: peccato che proprio il mio stesso link abbia consentito a quel blog di scavalcarmi in classifica (e non me n’ero accorto).
Alla faccia dell’economia del dono! Ma io, se riesco a convincere Ludo a creare un “link negativo” che valga meno uno, glielo commino come una fatwa!
Beh, va bene, per stavolta mi sacrifico per favorire il ricambio. Però, ragazzi, allora c’hanno ragione i giornalisti: mai fidarsi di un blog!

La mappa delle forme errate

Di tutta la paginona del Foglio di ieri dedicata ai blog, l’unico brandello di nuova conoscenza acquisita è nella frase di Sandro Fusina “redarre un primo catalogo”. Armato di sogghignante sarcasmo, ho aperto il fido Gabrielli, certo di non trovare il vocabolo incriminato:

redàrre, forma verbale errata invece del corretto redìgere, foggiata sul pp. m. redàtto.

Bella sorpresa! Nel dizionario trovano posto anche le forme errate. Che teoricamente sarebbero infinite, perché si può sbagliare in tutte le direzioni. Ovviamente sono degni di inclusione solo gli errori “qualificati”, che sono largamente diffusi e dipendenti da deviazioni in qualche modo comprensibili.
A me piacerebbe averli in un fascicolo a parte del vocabolario, tutti questi errori giustificabili. Testimoni della vitalità irrefrenabile della lingua, ma anche di come si possa facilmente giungere a conclusioni sbagliate da premesse corrette.
Qualcosa insomma di analogo alla istruttiva mappa delle opinioni sbagliate sui blog che il Foglio ha ritenuto di concentrare nella suddetta paginona.

Pseudonimia onomastico-omofona

Andreamartines su BlogbabelOgni tanto mi chiedono perché non ho adottato uno pseudonimo per il mio blog, esponendomi in prima persona.
Ma davvero a voi “Andreamartines” sembra un nome possibile per una persona? ;-)

E pensate che inizialmente volevo celarmi sotto il nick di “Andrea Martines”, ma ho desistito per non far venire lo strabismo ai semiologi. E, per difesa preventiva: dadaista sarà tu nonno!

L’ordine dei nottalisti

Lorenzo Del Boca, presidente dell’Ordine dei giornalisti, fa giustamente il corporativo, scagliandosi contro la minacciosa supposta autonomia dei blogger (e intendo “minacciosa supposta” in tutta la sua polisemia):

(ANSA) - TORINO, 7 LUG - ”Nel paese dei ciechi, chi ha un occhio sembra vedere in modo straordinario. Ricordiamoci che dove il conformismo e l’omologazione sono la regola e’ facile che i blog vengano visti come il maggiore strumento di liberta’ di stampa”: il presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Lorenzo Del Boca, non e’ convinto la rete sia piu’ libera rispetto ai media tradizionali, se non in quei Paesi dove non c’e’ o e’ molto scarsa la liberta’ dell’informazione. Del Boca lo ha detto nell’ambito di un dibattito, ieri sera a Torino, sulla professione iornalistica e il futuro dei prodotti editoriali che ha preso spunto dal libro del giornalista Claudio Cerasuolo Paladini di Carta. ”A lungo andare - ha spiegato - illudersi che la liberta’ sia nel cicaleccio della piazza resta un’illusione. Ci sono regole, scritte e non scritte, che restano immutate. I giornalisti devono essere testimoni dei fatti che raccontano e rimane buona norma non credere alla prima versione, ma interpellare piu’ fonti. Nel rappresentarle poi bisogna saper usare equilibrio: in teatro il protagonista avra’ piu’ peso della comparsa e l’usciere meno di entrambi. Un blog invece rischia di scambiare i ruoli. Una notizia sbagliata puo’ diventare una verita’ mediatica”. I giornalisti - ha aggiunto - conquistano la liberta’ ogni giorno attraverso la competenza, la conoscenza dei fatti.

(via Pandemia)

Bene, dia l’ordine all’Ordine di evitare “il conformismo e l’omologazione”, visto che è preposto a questo. Quando l’informazione giornalistica non sarà più cieca, riuscirà anche a gettare un occhio attendibile sugli altrui monocoli, invece di cercare di indovinarli al buio.
Cordialmente, buonanotte.

Il blog prenatale non è più pre

Auguri a Gaia e Alessia, che sono nate in perfetta salute il 19 giugno privandoci della più simpatica prova di live blogging italiana.

L’antispam del Cavaliere

Aveva promesso un forte impulso alla ricerca scientifica italiana.
E’ che non gli avete dato abbastanza tempo.
Se veramente Berlusconi aprisse un blog, pensate solo alla ricaduta tecnologica del suo formidabile antispam…

La Kratochvilova è ancora viva

Jarmila KratochvilovaNessuno si cura mai di attenuare l’angoscia per il futuro degli ex sportivi dopati. Come se non contribuissero anche loro al tesoretto.
Tiè, godete! Se è arrivata lei a 56 anni!
1. Vediamo se riesco a confermare la fenomenologia dei blog di Epifani (post breve e scemo).
2. Vediamo se riesco a scatenare un flame garantista (doping mai provato, solo supposto).
3. Vediamo se riesco ad aumentare l’audience inserendo una foto di donna.
4. Vediamo se con questa bomba riesco ad influenzare l’agenda setting dei mainstream media.
5. Il Pulitzer mi sembra eccessivo, ma mai dire mai.

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