E ci faccia vedere il suo ministero!!!
Senza portafoglio. Che le frega, tanto quando mai paga lei!
Piuttosto, la Carfagna alle Pari Opportunità la prenderemo come una velata dichiarazione di bisessualità del Cavaliere.
Senza portafoglio. Che le frega, tanto quando mai paga lei!
Piuttosto, la Carfagna alle Pari Opportunità la prenderemo come una velata dichiarazione di bisessualità del Cavaliere.
All’opposizione? E perché mai opporsi?
Il berlusconismo ha vinto definitivamente. No, di più: ha vinto metafisicamente.
Lui stara lì o morirà di vecchiaia, ormai, o si proietterà infine al Quirinale come è giusto che sia.
C’è qualcosa che gli scaricatori della rana pazza hanno capito e noi ancora no, evidentemente.
Apprendiamo da Pierferdinando Casini che “non tutti in Italia sono in vendita”, come pensa invece Berlusconi.
Chi l’avrebbe detto, trattavasi di 15 anni di semplice comodato d’uso!
Intervistato da TeleCamere sullo sfascio dell’ospedale di Melito Porto Salvo, un medico snocciola la sua ricetta di sopravvivenza psicologica: si fa finta di essere in Medici Senza Frontiere.
Il metodo è buono.
Per accettare il declino relativo serve comunque l’esistenza di un declino assoluto da citare per assurdo.
Ora noi abbiamo redditi greci e prezzi tedeschi. Alla fine del prossimo giro berlusconiano di riscossione “percepiremo” verosimilmente redditi nigeriani e prezzi londinesi. Sarà difficile allora trovare uno scenario talmente peggiore del nostro da poter usare questa strategia autoconsolatoria.
Si dovrà fingere forse di sguazzare ancora nel brodo primordiale. E non fate l’onda!
Il bilancio del governo Berlusconi è positivo.
Il bilancio del governo Prodi è positivo.
Ma con la depenalizzazione, anche questi falsi non hanno più alcuna rilevanza.
Si ricomincia (da 3 o da 1000, tanto…)
I) Ancora vent’anni fa i cittadini italiani delegavano volentieri la gestione fiduciaria dei loro interessi ai partiti politici.
II) Dopo Tangentopoli, la crisi di fiducia orientò molti a rivolgere le speranze nei sindacati, in difesa dei diritti acquisiti nei decenni precedenti.
III) Dopo il Patto per l’Italia, l’implosione di Cofferati e la successiva conduzione gerontocratica della triade, ci si rivolse allora alle associazioni dei consumatori come nuovi campioni della difesa dei più deboli. Però in uno smottamento continuo dello status da cittadini a lavoratori a consumatori. Ma almeno qualcuno ancora diceva che l’inflazione calcolata dall’Istat era una buffonata.
IV) Dopo la finta Class Action recentemente approvata, tali associazioni vengono disattivate e inglobate nel sistema: solo le associazioni riconosciute (e foraggiate) dallo Stato avranno potere di intentare class action. Si profila un palese conflitto d’interessi che espone questi soggetti alle intimidazioni della politica, con il rischio di vedersi decurtare finanziamenti e riconoscimento istituzionale.
Rese infide le associazioni, il distintivo di difensori degli oppressi sembra ora sia passato ai comici, che dopo le stagioni delle epurazioni (craxiste o bulgare) riemergono con il loro armamentario satirico (quindi letterario) di pungolo del potere, però misinterpretato come strumento politico di denuncia.
V) Non c’è più nessuno sotto, qui gli esiti possibili sono due:
L’ufficio marketing di Forza Italia (cioè tutta Forza Italia) ha riferito a Berlusconi che gli italiani ce l’hanno con i politici. E lui si sfila via, dalla parte del popolo.
Qualcuno dica al suddetto ufficio marketing che gli italiani ce l’hanno ancor più con la televisione. Dovesse abboccare!
Aveva promesso un forte impulso alla ricerca scientifica italiana.
E’ che non gli avete dato abbastanza tempo.
Se veramente Berlusconi aprisse un blog, pensate solo alla ricaduta tecnologica del suo formidabile antispam…