Era lecito, storia delle democrazie alla mano, aspettarsi un penultimo Presidente della Repubblica migliore di questo?
Domanda agli storici quando già siamo entrati in fase di commento
PD, PDS, CDS
Roma è interamente tappezzata dalle immagini di quelle due donne.
Ma la Polverini alla fine dovrebbe spuntarla sulla Sobrino.

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Comitato di Lottizzazione Nazionale
Questo blog è già al toto-nomine. Scusate il cencellismo preventivo, ma bisognerà pure capire se può funzionare, non appena ai nostri eroi verrà meno l’afflato di responsabilità.
A conti fatti, secondo me l’amalgama ha qualche chance. Questi sono talmente diversi da poter spingere via il paese dal berlusconismo pezzo a pezzo senza ostacolarsi troppo, ognuno nella direzione risultante dal suo peculiare mosaico di interessi particolari e collettivi.
Proviamo a giocare con gli obiettivi di ciascuno:
IDV
Ha le sue fisse, gli basta riformare alcuni ambiti principali, presidiando una svolta etica su giustizia, opere pubbliche e comunicazione (tv, telefonia e web).
Alleanza x l’Italia
Oscillante tra Vaticano e Confindustria (soprattutto se entrerà Montezemolo), vorrà Sviluppo e Università, e provare a ristabilire l’immagine dell’Italia all’estero.
UDC
Il nuovo partito degli affari. Vorrà qualche campo libero che purtroppo bisognerà concedergli, tra speculazione edilizia e politiche per la famiglia. Ambizioni che si possono limitare con qualche dicastero collaterale.
Finiani
Costano cari. Vorranno i gangli istituzionali più cari alla destra (interni e difesa) più il controllo sulle riforme costituzionali e le politiche d’integrazione.
PD
E’ il partito più grande della coalizione, vorrà controllare i cordoni della borsa, lavoro e welfare, pubblica amministrazione e gli altri dicasteri sociali.
MINISTERI
- Esteri: AI (Rutelli?)
- Interno: Finiani
- Giustizia: IDV (De Magistris?)
- Difesa: Finiani
- Economia e Finanze: PD
- Sviluppo economico: AI (Montezemolo)
- Politiche Agricole: PD
- Ambiente e territorio: UDC
- Infrastrutture e Trasporti: IDV (Di Pietro)
- Lavoro e Politiche Sociali: PD (Bindi?)
- Salute: PD
- Istruzione, Università e Ricerca: AI
- Comunicazioni: IDV
MINISTRI SENZA PORTAFOGLIO
- Affari regionali: UDC o IDV
- Pubblica amministrazione e Innovazione: PD
- Pari opportunità: UDC
- Rapporti con il Parlamento: Finiani
- Politiche Europee: PD
- Riforme Costituzionali: Finiani
- Semplificazione Normativa: PD
- Integrazione e politiche migratorie: Finiani
- Turismo: UDC
Può funzionare? Sulla carta non pare così peregrino. Può durare persino un paio d’anni.
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Destyling
Ho deliberato che questo sito non se lo merita uno stile.
Potrei anche fargli una home page, se sarà buono.
Come alcune cose che scrissi, che non avevano più un posto dove stare, e così le ho riprese in casa.
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Scherzetto è bello quando dura poco
Ieri hanno suonato per la prima volta dei bimbi per dolcetto o scherzetto.
Bella esperienza, si sono presi budino e merendine.
Contenti io, voi e loro.
Ora potete anche abolirla, grazie.
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Lo stato dello Stato
Mi appunto qui l’elenco di autorità coinvolte a vario titolo nell’omicidio di Stefano Cucchi (complici o almeno moralmente corresponsabili) stilato da Adriano Sofri:
Carabinieri, dall’arresto fino al trasporto al processo e alla consegna al carcere.
Magistrati, uno dell’accusa e uno giudicante, che in un processo per direttissima per un reato irrisorio e con un giovane imputato così palesemente malmesso da suggerire la visita medica nei locali stessi del tribunale, rinviano l’udienza al 13 novembre e lo rimandano in carcere ammanettato.
Agenti di polizia penitenziaria, che piantonano così rigorosamente il pericoloso detenuto nell’(orrendo) reparto carcerario dell’ospedale intitolato a quel gran detenuto che fu Sandro Pertini, al punto di impedire ai famigliari del giovane di chiederne una qualche notizia ai medici, facendo intendere che occorra un’autorizzazione del magistrato: espediente indecente, perché per parlare col personale sanitario non occorre l’autorizzazione di nessuno. Espediente, oltretutto, che costringe a chiedersi quale movente lo ispirasse.
Una sovrintendente e, a suo dire, un medico di turno, che, anche ammesso che non abbiano saputo delle visite ripetute e trepidanti dei famigliari, hanno dichiarato di non aver notato i segni delle lesioni sul volto di Stefano, “in quanto si teneva costantemente il lenzuolo sulla faccia”! Frase che insegue l’altra sulla caduta dalle scale: un detenuto malconcio al punto di essere tradotto in ospedale non viene visto da chi lo sorveglia e da chi lo cura perché si tiene il lenzuolo sulla faccia. Non hanno visto “il volto devastato, quasi completamente tumefatto, l’occhio destro rientrato a fondo nell’orbita, l’arcata sopraccigliare sinistra gonfia in modo abnorme, la mascella destra con un solco verticale, a segnalare una frattura, la dentatura rovinata”.
Questo non ha impedito a un medico di turno di stilare un certificato in cui si legge che Stefano è morto “di presunta morte naturale”.
Infine, c’è l’autopsia eseguita sul cadavere straziato, nel corso della quale si proibisce al consulente di parte di eseguire delle foto.
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I like gazebo
Molto divertente il coagularsi dell’antimarinismo nelle ultime settimane attorno a una serie di nuclei pregrammatici (ovvero infantili):
- la mozione incredulista: è troppo bello per essere vero.
- la mozione troglodista: gli italiani non sono pronti a votare uno così civile.
- la mozione implicitista: ma anche gli altri candidati sono d’accordo con tutti i punti del suo programma, è che gli sembrava superfluo esprimerli.
- la mozione chepallista: laicismo e meritocrazia sì, ma due frasi e basta che poi gli elettori cambiano canale.
Io sono un elettore staminale.
Potenzialmente anche un elettore del Partito Democratico, se fosse tutt’altro partito.
Attualmente voto Italia dei Valori.
L’elezione di Marino potrebbe recuperare il mio voto come quello di molti altri.
Domani vado, provate a impedirmelo!
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Prime monetine
Roma, Cecchignola (zona militare, fortemente connotata a destra).
Ristorante con tv accesa su Skynews 24: dava il monologo di Berlusconi, per esteso.
Al terzo minuto da tutti i tavoli cominciano a levarsi voci di protesta.
- E basta co ste cazzate! Gira!
- Io questo non lo reggo più, ma pure esteticamente!
- Ma come è possibile, qui non lo po’ più vede nessuno!
Ovazione al cambio di canale, incluso fragoroso applauso.
La polizia non s’incazza.
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Appunti di combinatoria grillesca
Per contribuire a chiarirvi le idee sulla potenziale discesa in campo di Beppe Grillo, vi suggerisco una semplice tecnica di analisi pseudocombinatoria: basterà mettere in ordine di valore le combinazioni possibili tra ciò che si proclama (analisi e soluzioni) e la credibilità politica sulle possibilità di realizzarle.
Ecco la mia personale graduatoria, con relativi incasellamenti personali.
Se per caso la prossima volta vi doveste trovare a scegliere tra partiti che non incasellate nella prima categoria, fate un favore alla collettività: statevene a casa.
- quelli che dicono cose giuste e hanno sufficiente credibilità per realizzarle
- quelli che dicono cose giuste ma non hanno sufficiente credibilità per realizzarle
- quelli che non dicono le cose giuste neanche per sbaglio
- quelli che rispondono in modo sbagliato (ma almeno rispondono) ad alcune domande giuste
- quelli che dicono cose sbagliate ma fortunatamente non hanno sufficiente credibilità per realizzarle
- quelli che dicono cose sbagliate e sfortunatamente hanno sufficiente credibilità per realizzarle
Soluzioni personali: 1(IdV),2(Grillo, e alcune molecole della sinistra radicale),3(PD),4(Lega),5(UDC e altre molecole della sinistra radicale),6(PDL).
Intimidatio isterica 2.0
Stamattina ho trovato tra i referrer a questo blog la ricerca su Google “martines andrea in arresto”.
Flusso di coscienza di un egocentrico assopito:
1. Ma questo è un genio! E’ una fantastica forma di intimidazione per convincermi ad abbassare i toni eversivi.
2. Ma chi vuoi che mi s’inculi! Sarà invece uno scherzo di qualche amico che sa che mi diverto a sbirciare i log strani.
3. Ma io non ho amici! Vuoi vedere che c’è dietro una notizia vera?
Infatti c’è un omonimo spacciatore a Gela che mi ruba le query.
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