Antologia Zoro
Sembrava di leggere Marco Polo che fregava i personaggi a Collodi.
Invece era Salgari.
Sembrava di leggere Marco Polo che fregava i personaggi a Collodi.
Invece era Salgari.
Anche stavolta il mio tentativo di considerare TIM come un’azienda a tutti gli effetti si è rivelato velleitario.
Già due settimane per la portabilità da Vodafone del mio numero storico le trovavo vessatorie, tecnicamente basterebbero pochi minuti con un messaggio di conferma all’operatore attuale.
L’iPhone che avevo ordinato (ignorando in blocco il relativo blablericcio virtuale) è arrivato in negozio da ormai dieci giorni, e lì è rimasto.
In attesa di cosa? Che TIM si decida a riconoscere il mio numero di Partita IVA!
Non sono nel loro db, mi dicono, ergo non sum.
Già era ridicola la richiesta di 24/48 ore per consentirgli di verificare l’esistenza del numero (che peraltro avevo già fornito nella richiesta di trasferimento del gestore, senza alcun problema). Dopo 72 ore mi chiama la commessa per consigliarmi di ungere la richiesta ingrippata in centrale inviandogli il certificato di attribuzione del Ministero delle Finanze.
Come se per compilare il campo “nato il” della loro interfaccia fosse normale chiedere al cliente il certificato di nascita, o il 740 prima di rilasciare lo scontrino. Fatto sta che la richiesta sarebbe rimasta sine die “in lavorazione” fino a che la congiunzione astrale di un fax funzionante e di un commercialista in costume non avesse generato un documento in grado di dimostrare all’azienda il mio possesso di quel numero.
Ma anche dopo quest’ultimo sforzo nulla si è più mosso.
Ho fatto inutilmente notare come quella partita IVA sia stata usata, tra le altre cose, per fatturare robette come:
Pare che a TIM come fornitore io vada più che bene! Al contrario di gran parte degli italiani, il mio saldo con la Telecom è sempre stato in attivo, tra entrate e uscite. Ma come cliente evidentemente sono sacrificabile. Del resto come dargli torto, grouchanamente anch’io sono ben riluttante ad abbonarmi a servizi che accettino utenti come me!
Bene, ormai sono in partenza per le vacanze, col mio vecchio cellulare passato inutilmente a TIM. Al mio ritorno taglierò per sempre ogni rapporto da cliente con quest’azienda di cartapesta, compresa l’utenza residenziale.
I trenta euro mensili preventivati per l’abbonamento consiglio di devolverli più utilmente a Save The Children (io l’ho già fatto, a prescindere).
Riguardo l’iPhone, l’offerta dati Vodafone resta del tutto inadeguata. Se Tre nel prossimo futuro proporrà un’offerta interessante e troverà digeribili i miei riferimenti commerciali… (ma ha già ora fama di tritautenti!)
Non è un paese per iPhone.
Sentendo di Pininfarina sulle prime ho equivocato, e pensato: “ecco che si libera in Senato un posto per Lando Buzzanca”.
Poi ho realizzato che si trattava del figlio. Una figura manageriale di levatura tale da provocare effetti immediati sul titolo:
Poco dopo la diffusione della notizia dell’incidente, il titolo Pininfarina è stato sospeso per eccesso di rialzo in Piazza Affari, facendo segnare in pre-apertura un prezzo di 6,6 euro, l’11,44% in più rispetto alla chiusura di ieri.
Ah, non ve ne foste accorti: questo blog pratica felicemente l’odio di classe!
Auspicandone la promozione a disciplina olimpica per Londra 2012.