Archivi per February, 2008

Google Robber

Da Mountain View ecco il Chatback Badge, un nuovo fondamentale strumento per far sapere facilmente ai topi di appartamento se un geek (in genere permanentemente collegato) è in casa o è uscito, leggendo una palletta colorata sul suo sito.
Disponibili anche le API con la combinazione della cassaforte.

Unioni di fatto

Prime scaramucce in famiglia tra laici e cattolici nel PD sui punti del programma.
I teodem propongono di inserire nel Pacchetto Sicurezza una norma che obblighi le coppiette appartate in macchina ad esporre, all’atto della ripartenza, l’adesivo “Bebè a bordo”.
Per i radicali il Pacchetto Sicurezza deve contenere solo sei preservativi.

Exit MIX

Dopo due anni di varia intensità s’interrompe il mio rapporto di collaborazione con Excite.
Lascio quindi la guida di Excite MIX, la Start Page che ho concepito e sviluppato per l’azienda: voluta da Roberto Bocci per introdurre Excite nel mondo del web 2.0, ha fatto da volano per il rinnovamento dell’offerta e il rilancio del brand a livello europeo, con pieno successo.
Se qualcuno continuasse a chiedervi il business model di progetti non strettamente aderenti al principio “markets are conversions”, citategli anche questo come case study, che il guadagno in reputazione talvolta è già sufficiente a ripagare lo sforzo.

Riguardo al prodotto in se’, si sono nel tempo consolidate divergenze di vision e strategia. L’azienda non è riuscita ad inserire progressivamente nel progetto risorse minime necessarie per supportare l’ambizione dichiarata di competere per features con i migliori player globali, Netvibes e Pageflakes. Si è così sprecato il vantaggio iniziale di essere riusciti ad anticiparne punto per punto l’evoluzione successiva: le intuizioni sono arrivate anche prima degli altri, ma la tempistica di delivering è rimasta lunghissima.
Nel tempo, lo storno delle poche risorse dall’evoluzione pianificata della piattaforma per privilegiare esigenze più minimali di widgetizzazione ha di fatto ridimensionato la portata del progetto.
Ringrazio e saluto tutto l’X2 Team, ed auguro buon lavoro alla nuova proprietà.

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Mi sembra una buona occasione per tirare oggi una linea, e provare ad individuare le principali direzioni di evoluzione di questi strumenti nel prossimo futuro. Informalmente e nel concreto, senza evocare le solite grandi narrazioni del 2.0 o le generiche derive in prospettive social.
Anzi, confrontando le attese con lo status quo attuale delle migliori applicazioni, le già citate Netvibes e Pageflakes.

Modalità di visualizzazione

Dovrebbe standardizzarsi la scelta tra almeno due modalità alternative di visualizzazione: Widget e River of News.
Entrambe presentano pro e contro, quindi sono scelte valide a seconda delle consuetudini del singolo utente. In genere la modalità Widget è più adatta al crescere del numero di flussi da controllare, e consente di non perdere contenuti importanti, mentre la River of News privilegia la freschezza dei contenuti, ma apporta una certa casualità d’intercettazione (alcuni la chiamerebbero serendipica).
Mentre NV consente solo la prima modalità, e Google Reader solo la seconda, PF consente già di switchare fra le due (sebbene la modalità Reader non sia attivabile per singole tab, ma solo globalmente).

Utilizzo estensivo dei metadati nell’RSS

Il formato RSS, le sue numerose estensioni e i formati alternativi (Atom) consentono di veicolare moltissime informazioni sui contenuti sindacati.
Purtroppo gli aggregatori esistenti utilizzano poco e male questi metadati, che sono invece spesso utilissimi per gli utenti.
Ad esempio: PF tuttora incredibilmente non visualizza nel suo Feed Viewer ne’ l’autore ne’ la data del post. NV li ha aggiunti solo nelle ultime versioni, ma non riesce a parsarli sempre, e non utilizza propriamente l’email dell’autore, quando presente.
MIX queste cure le ha avute fin dall’inizio, così come per altri dati presenti nella maggior parte dei feed:

  • l’eventuale indirizzo della pagina dei commenti (consente di risparmiare un passaggio) e la possibilità diretta di aggiungere all’aggregatore il feed dei commenti;
  • l’esplicitazione dei tag dei singoli post, linkati alla rispettiva pagina Technorati (ma si dovrebbe poter scegliere a quale servizio punta il link).

Il problema non è ovviamente la singola utility assente, ma la volontà di approcciare la complessità dei dati, rendendola usabile e disponibile on demand all’utente che la richiede.

Incrociare e filtrare i dati

Dice bene Alberto D’Ottavi:

Sognerei un tool che mi componesse la cloud delle tag estratte dai miei feed preferiti, per esempio, in modo da capire subito gli argomenti di conversazione.

E’ verissimo, è una direzione ancora colpevolmente trascurata: l’ideazione di strumenti di analisi in tempo reale dei flussi di contenuti a cui si è iscritti, finalizzata sia ad una migliore canalizzazione dell’attenzione che a fini di statistica della propria fruizione del web “aggregato”.
Anche le funzioni di filtro nella visualizzazione dei contenuti sono pressoché piatte, limitate in NV (e in MIX) alla ricerca testuale indifferenziata sull’insieme dei contenuti, e del tutto assenti in PF.

Producer-friendly

Un’altra frontiera aperta è l’aggregazione e visualizzazione di informazioni dettagliate che mettano in relazione i flussi con i loro produttori, con flussi collegati e con gli strumenti per leggerli:

  • sui profili dettagliati dei produttori e dei redattori dei contenuti;
  • su eventuali flussi paralleli/collegati (ad es. un feed di Repubblica possa dare informazioni sulle altre linee di feed disponibili);
  • su feed altrui che l’autore stesso voglia consigliarci come “related”;
  • su versioni “rimediate” del flusso (parziali, o al contrario fuse con altri flussi in nuovi feed) dallo stesso produttore o da terze parti;
  • metodi machine-readable per specificare il licensing ed eventuali eccezioni (se io non voglio che un determinato Feed Reader usi il mio feed, o non voglio consentirne la rimediazione, come faccio?);
  • se il feed è il risultato di una ricerca, istruzioni sulle opzioni di ricerca a disposizione, e/o indirizzo del form da cui è possibile lanciarle.

La lista potrebbe essere infinita, ed è limitata solo dalla creatività. Nessuna Start Page se ne è finora minimamente occupata.

Skel Production

Tempo fa analizzai l’evoluzione possibile delle Start Page individuando la nozione di Skel come struttura personalizzata di contenuti generata dagli utenti di queste piattaforme di aggregazione. Vedo in futuro un’ampia richiesta di mercato per strumenti del genere, arricchiti da newsmastering e gestione professionale della distribuzione.
Dopo aver implementato assai presto una versione base di sharing delle pagine personalizzate, sia NV che PF sembrano ora in ritardo nel coglierne i frutti. L’ultima versione di NV (ancora in beta privata) si allontana ancora da questo concept, visto che consente di generare un solo Universo per utente. In generale, NV sta secondo me involvendo cercando surrettiziamente di sovrapporre alla sua attività “core” una dimensione social copiata da strumenti di successo (in Ginger c’è uno pseudo Twitter). Più coerenti e concettualmente adeguati alla Skel Production i Pagecast di PF, il cui sviluppo sembra però attualmente fermo.

Integrazione tra i widget

La Start Page non dovrebbe essere intesa come una zona di semplice compresenza di applicazioni diverse. L’evoluzione naturale condurrà a piattaforme non solo di aggregazione, ma anche d’integrazione dei servizi a cui sono in grado di accedere: uno strato software di mashup che consentirà di inventare funzionalità avanzate risultanti dall’interoperabilità dei servizi.

Persistenza dei dati

I feed sono contenuti volatili per definizione. Sebbene sia onerosa la memorizzazione in archivio dello storico dei contenuti, la disponibilità di un database del genere consentirebbe infinite operazioni di ricerca e analisi. Google Reader, che ovviamente dispone di questo archivio, non implementa ancora funzionalità creative basate su di esso (oltre allo Starring delle singole conversazioni), forse per non sovrapporsi ai suoi motori di ricerca. Anche qui PF meglio di NV, perché consente almeno il salvataggio di una conversazione, sottraendola all’orologio biologico dell’avvicendarsi dei post.
Naturalmente, urge anche un meccanismo coerente di utilizzo offline delle Start Page, seguendo la strada aperta da Google Gears.

Integrazione con strumenti di Enterprise 2.0

Estendendo le funzionalità attuali, le Start Page possono essere adottate come suite di mini intranet aziendali. Google stessa sta ottimizzando le funzionalità di iGoogle, coniugandole alle sue strategie di office online, per esplorare questa possibilità. La scelta di widget di terze parti (e di uno standard di sviluppo, l’UWA di NV) è talmente ampia da poter integrare a piacere la maggior parte degli strumenti di produttività necessari alle piccole o medie aziende. Se una Start Page fornisse anche API di integrazione tra alcuni servizi di base (magari astraendone le funzionalità) si creerebbe velocemente un florido mercato nella creazione e personalizzazione di ambienti enterprise basati su queste piattaforme.

Termine contrattuale

Apprendiamo da Pierferdinando Casini che “non tutti in Italia sono in vendita”, come pensa invece Berlusconi.

Chi l’avrebbe detto, trattavasi di 15 anni di semplice comodato d’uso!

Moratori te salutant

La buona notizia è che Ferrara lascerà La7 per dedicarsi alla sua camminata veloce (correre da solo, non esageriamo).

Se ce lo sloggia da lì, la lista è vita! E dobbiamo tutelarla, anche prima della sua nascita. A prescindere dagli aborti di idee che contiene.

Non le fate chiedere solo a me

Volentieri sostengo l’appello di Wittgenstein a Veltroni perché “chiuda la porta a un’alleanza elettorale con l’Italia dei Valori”.
Se Di Pietro corresse con il PD infatti non potrei votarlo.

(Questo con Luca credo si chiami accordo tecnico e non programmatico).

L’assurdo non è una fonte rinnovabile

Intervistato da TeleCamere sullo sfascio dell’ospedale di Melito Porto Salvo, un medico snocciola la sua ricetta di sopravvivenza psicologica: si fa finta di essere in Medici Senza Frontiere.
Il metodo è buono.
Per accettare il declino relativo serve comunque l’esistenza di un declino assoluto da citare per assurdo.

Ora noi abbiamo redditi greci e prezzi tedeschi. Alla fine del prossimo giro berlusconiano di riscossione “percepiremo” verosimilmente redditi nigeriani e prezzi londinesi. Sarà difficile allora trovare uno scenario talmente peggiore del nostro da poter usare questa strategia autoconsolatoria.
Si dovrà fingere forse di sguazzare ancora nel brodo primordiale. E non fate l’onda!

Vista-a-vista

Ricevo dal mio inconscio e volentieri pubblico: “certo che le migliaia di ore di sviluppo sprecate nella mia vita per domare le bizze di tutta la dinastia degli Explorer non me le ridà certo nessuno!”

Eppure l’incontro di ieri sera a Roma tra Microsoft e alcuni blogger è stato decisamente più piacevole di quanto mi aspettassi.
Ne usciranno anche resoconti fra loro molto diversi, data la modalità informale e decentrata delle conversazioni.
L’unico momento condiviso è stato l’annuncio di MClips, una piattaforma di blogging per i dipendenti di Microsoft Italia. Ovviamente dalla periferia dell’impero non è lecito attendersi dall’iniziativa un serbatoio di possibile outing, rientrando invece l’operazione in un tentativo di umanizzazione dell’azienda attraverso l’esposizione delle persone che la compongono. Oppure è un machiavello per risparmiare sul budget di comunicazione: formalmente l’anno prossimo “Microsoft incontra i blogger” se lo potrebbero fare in ufficio ;-)

Impermeabili per superiori disposizioni ad ogni commento sull’abbraccio mortale a Yahoo, ho provato almeno a sottoporre il giochino di Techcrunch sulla sopravvivenza degli eventuali servizi duplicati di Microhoo. C’era abbastanza concordia nell’indicare Yahoo come preminente in Europa su buona parte dei servizi in esame (portale in testa), rispetto all’equivalente MS.

Non avevo intenzione di andarmene senza rassicurazioni sulla morte imminente di Explorer 6. Come già saprete, dal 12 febbraio il browser verrà aggiornato automaticamente alla versione 7 tramite Windows Update (se non altrimenti configurato). Alla fine son riuscito a far sbilanciare Fabrizio Albergati: nelle loro previsioni almeno un 60% degli attuali utenti IE6 dovrebbero passare a IE7. Speravo in qualcosa di più, se così fosse il supporto a IE6 dovrà essere garantito ancora a lungo.

Con Luca Colombo abbiamo parlato di Live.com, della sua identità in divenire, della Personalized Home Page che è rimasta un po’ al palo rispetto agli altri servizi Live: mi è sembrata una marcatura a uomo di Google, che ha anch’essa trascurato nell’ultimo anno la sua Start Page a tutto vantaggio dei competitor più specializzati (Netvibes o Pageflakes). Mi ha confermato che la recente adesione al gruppo di Data Portability riguarda tutta l’azienda (non solo le attività Live), quindi in prospettiva dovrebbe potersi estendere automaticamente anche a Yahoo, che si è finora impegnata solo su OpenId.

Abbiamo continuato con Andrea Valboni la chiacchierata su Facebook, il caso Scoble, la convenienza o meno della portabilità dei dati in uscita per MS, e si è mostrato molto interessato al problema della proprietà del social graph inserito da un utente (se sia sua o del tool che struttura i dati). Non ho avuto cuore di entrare nel merito del version targeting di IE8 o della conduzione del gruppo HTML5 di Chris Wilson. Mi è bastato che fosse d’accordo sulla ormai patente inutilità della modalità “accademica” di elaborazione degli standard che paralizza da anni il W3C impedendo un’ordinata e responsabile evoluzione del web.

Insomma, sembra si possa tranquillamente dialogare con quest’azienda così vicina così lontana sui temi a noi cari, che sembrano condividere ben più responsabilmente di quanto facciano i decisori nelle sfere più alte.
Girerà parecchio la foto di Carlo Rossanigo che smanetta sul Mac, presa a tradimento da Vincenzo. Grazie a lui e a Zeno di Digital PR per l’invito.