Archivi per October, 2007

La nuova canzone

In assenza di un Apicella ufficiale del Partito Democratico, proporrei intanto un Mameli:

C’è una grande confusione dentro te,
tu che ti chiami Africa.
Tu sei tanto giovane,
ma non sei mica un giocattolo.
Non sei terra di conquista ma
più di una battaglia si farà
per rubare ai tuoi fianchi,
momenti santi.

Chissà se Walter riuscirebbe a scriverne una altrettanto azzeccata per Enzo.

Venture nella Capitale

FrankenstinAldilà dei resoconti (vedi in proposito gli ottimi report di Amanda e Andrea), l’impressione più viva che ha lasciato il VentureCamp di sabato scorso a Roma è stata:
SI
PUO’
FARE

Se l’assenza dei Venture Capitalist ai Barcamp nostrani era sempre stata stigmatizzata come un’infelice anomalia italica, va dato atto a Fabio Masetti di essere riuscito a dar finalmente corpo a questi ectoplasmi portafogliuti.
Immagino questa settimana un’irruzione di nuova aria in cartelle da molti mesi immodificate, stragi aracnidee intorno ai prototipi da troppo tempo obliati in soffitta, faldoni che schizzano fuori dai cassetti come dotati di seconda vita propria.
Oppure, più verosimilmente, la fioritura di soavi deadline nell’animo degli uditori delle success stories, provvidi all’uscita di “guarda, entro dicembre…” quando non di “eddai, facciamo!”.
Vedremo poi in primavera se il Camp avrà fruttato.

Va però segnalata la presenza di una nuova, insospettata propensione dall’esterno all’aratura del campo italiano: tutti gli imprenditori presenti (in carne, onde o pixel) hanno mostrato un impegno concreto nella ricerca di meccanismi in grado di replicare sistematicamente le occasioni di cui hanno usufruito. In particolare riguardo ad una formula aurea che coniughi capitale americano, presenza strategica e commerciale nelle valley USA (non solo Silicon) e sviluppo italiano. Meccanismo virtuoso che sta diventando realtà grazie al (per altri versi preoccupante) crollo del costo del software in Italia (agli ultimi posti in Europa), e alla ottima propensione al mobile.
Uno dei Barcamp in cui ho imparato di più.
Forse proprio perché non lo era, data la rigida separazione di ruoli tra relatori e uditori.

Uno Skel per Free Burma

Gigi, Dario e Riccardo hanno preparato un pagecast per l’iniziativa Free Burma, a sostegno della causa del popolo birmano.
Un pagecast è una pagina personalizzata di Pageflakes in cui un utente può aggregare contenuti tematizzati, resi disponibili da terze parti in syndication o tramite API, creando una struttura di moduli di presentazione ottimizzata per il monitoraggio di un determinato topic. La pagina risultante può essere lasciata privata, disponibile a gruppi ristretti di utenti, o resa pubblica.
Netvibes ha sviluppato uno strumento equivalente, ma più completo: un Universo di Netvibes comprende un’intera nuova istanza dell’interfaccia, con tab multiple interamente personalizzabili.

Al di là delle denominazioni proprietarie, non si è affermato un nome ne’ una identità di specie per questi prodotti. Quasi due anni fa, per il mio progetto originale di Excite MIX proposi per questi strumenti (ancora mai realizzati) un concept derivato per analogia dal termine Skin: seguendo la metafora corporea, se la presentazione personalizzata di un prodotto è una Skin (”pelle”), una struttura interna dei contenuti personalizzata non può essere che uno Skeleton (”scheletro”). Da allora noi utilizziamo il nomignolo di Skel per queste strutture di contenuti generate dagli utenti di piattaforme di aggregazione. Skin & Skel, facile e significativo.

E’ sorprendente quanto sia stata trascurata finora l’evoluzione di strumenti del genere, che corrispondono in toto alla definizione di disruptive technology, essendo potenzialmente in grado di rivoluzionare il mercato della distribuzione di contenuti.
Io sono convinto che sarà questa la formula di più vasto accesso (e successo) alla rimediazione dei contenuti che caratterizza il nuovo web (a parte le effimere denominazioni): l’uso di ambienti online progettati per la facile integrazione di strutture personalizzate di contenuti.
Attualmente queste feature sono drammaticamente sottoutilizzate: in gran parte sono usate da aziende per riunire in una pagina tutte le proprie linee di feed, o da individui per aggregare (condividendoli) tutti i propri interessi personali. Non sembra affiorare una sufficiente cognizione del fenomeno in grado di generare un mercato nella produzione di queste strutture di contenuto tematizzato: le rassegne stampa, il monitoraggio di eventi, il knowledge sharing aziendale, la condivisione degli sforzi di determinate ricerche scientifiche, la controinformazione.
Sono convinto che tra dieci anni lo Skel Producer sarà l’incarnazione più richiesta dell’attuale ruolo di Content Manager.

Come la disponibilità del termine “Ajax” fu identificata come tipping point per l’esplosione delle pratiche a cui si riferiva (prima di allora difficili da identificare e comunicare), allo stesso modo credo che un termine comune a cui riferirsi per questi strumenti potrebbe finalmente sbloccarne la diffusione e costituire un terreno comune di confronto per far fare alle piattaforme di rimediazione dei contenuti un deciso salto di qualità.

Lariofagìa

Prime conseguenze dell’appello di Veltroni a Veronica Lario.
Il commissario Basettoni ha offerto a Trudy un distintivo della polizia, apprezzandone la dedizione e l’autoironia dimostrate nella cinquantennale carriera di fiancheggiatrice.
Fredda reazione di Manetta, mentre Macchia Nera si schiera con Di Pietro.

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