Archivi per June, 2007

Sintesi veltroniana: una lettura oulipiana di sinistra

Antonio Sofi ha utilmente riassunto in questa tag cloud la frequenza delle parole chiave nel discorso del Lingotto:

Tag Cloud del discorso di candidatura di Veltroni alla guida del Partito Democratico
Questo però è solo un rilievo statistico. Io ne voglio dare una lettura radicalmente di sinistra. Che sintetizzi concretamente il significato delle parole di Veltroni.
C’è chi cerca di leggere tra le righe. Io invece leggo tra le colonne. Ecco cosa c’è scritto nella tag cloud del discorso, leggendo solamente le parole allineate a sinistra:

Abbiamo campo.
Decidere!
Democrazia, dovere fiscale.
Giustizia hanno italiani? Mai!
Noi obiettivi, paese partito.
Politica = poter propria, sempre sistema stato valori.

Mi sembra un discorso sensato, quello di Veltroni così riassunto. Perfetta in apertura la metafora giovanile del cellulare. Sono le parole di chi cerca di spiegare con sguardo obiettivo un paese partito per la tangente. E chi dubita che la politica riesca sempre a sistemare lo stato dei valori (tangibili) di chi se ne occupa?

Perdona Antonio, ma non sono riuscito ad esimermi dall’esercizio oulipiano (che ovviamente vale solo per questa immagine della tag cloud). Questo in particolare può essere desunto da un incrocio della pratica dell’acrostico con il Petit abécédaire illustré di Perec, su cui si è cimentato anche Calvino nel suo Piccolo Sillabario illustrato.

Uno, iMille e i centomila

Veltroni è stato convincente. Argomenti già sentiti, perché sono quelli che conosciamo tutti. Ma analizzati con esattezza e con visione: trovatemi un altro che abbia esplicitato come un unico processo la caccia all’evasore e al fannullone. Il problema non è enumerare le urgenze, è trovare prima la forza politica per provare a risolverle, e poi azzeccare le giuste misure per conseguire gli obiettivi. Insomma, il problema è crederci veramente.
Buoni anche i distinguo e i consigli sulle regole per le primarie.

Certo, se il segretario va bene rimane il problema del partito che gli è attorno. Che, per dirne solo una, ha ottusamente (o anche dolosamente) ritardato di un paio d’anni la sua discesa in campo, pilotandoci in questo marasma. Evidentemente ha liberato Walter solo come ultima ratio. Il che non depone bene sulla improvvisamente ritrovata attitudine al cambiamento della classe politica italiana. Mi figuro D’Alema e Rutelli a rosicchiare da sotto la poltrona di Palazzo Chigi. Ma soprattutto mi atterrisce la prospettiva che questa luce dall’alto non filtri affatto nel sottobosco. E’ la forza silenziosa della nomenclatura che renderà inefficace o di breve durata il veltronismo, la permanenza nascosta di un establishment autoreferenziale che lavorerà costantemente per assorbire le eventuali onde d’urto decise al vertice.

Se fosse per l’uno al comando, la proposta de iMille sarebbe ridondante, sorpassata da sopra. Forse è l’esistenza dei centomila che la rende invece significativa.

iCinquecento e gli altri

La mia impressione è che stiano coagulandosi attorno all’idea de iMille due correnti di pensiero distinte: quelli che trovano insopportabile la direzione che sta prendendo il PD, e quelli che trovano insopportabile non fare niente mentre il PD assume quella direzione.
I secondi sono già organici al partito, si accontenteranno di qualsiasi miglioramento verrà dal loro impegno, e voteranno qualunque PD gli si presenti alle urne.
I primi lo voteranno SE sarà votabile.

Servirebbe una conta degli uni e degli altri.
O almeno sapere fin dall’inizio della partita che maglia si ha.

Il blog prenatale non è più pre

Auguri a Gaia e Alessia, che sono nate in perfetta salute il 19 giugno privandoci della più simpatica prova di live blogging italiana.

L’antispam del Cavaliere

Aveva promesso un forte impulso alla ricerca scientifica italiana.
E’ che non gli avete dato abbastanza tempo.
Se veramente Berlusconi aprisse un blog, pensate solo alla ricaduta tecnologica del suo formidabile antispam…

Non correre, Papa

Emanata dal Vaticano la Pastorale della strada, pregna di interessanti prescrizioni per la sicurezza stradale.
Ad esempio questo sistema di sburocratizzazione della prevenzione:

Il ricorso ai nostri Intercessori celesti non deve far dimenticare l’importanza del segno della croce, fatto prima di iniziare un viaggio. Con tale segno ci rimettiamo direttamente alla protezione della Santissima Trinità.

Contro il calo dell’attenzione:

Durante il viaggio si potrà con frutto anche pregare vocalmente, alternandosi specialmente, nella recitazione, con chi ci accompagna, come per la recita del Rosario che, per il suo ritmo e la sua dolce ripetizione, non distrae il conducente.

Almeno finché non incontrate un incidente su cui esercitare il vostro spirito pacificatore:

Fa’ incontrare la vittima e l’automobilista aggressore in un momento opportuno, affinché possano vivere l’esperienza liberatrice del perdono.

Che il Triangolo sia con voi.

Radiohead, gli avanzi del giorno dopo

In occasione di feste mia madre cucinava talmente tanto e così in anticipo che a volte ci toccava mangiare gli avanzi anticipatamente.

Ieri è apparso sul sito dei Radiohead un video con una sequenza di pezzi di scarto dalla fase di mixing, tuttora in corso, del nuovo album Dead Air Space. Eccolo riportato su Youtube:


A parte l’orgasmo da fan e le considerazioni sul sound (falsariga di Hail to the Thief con qualche accento meno elaborato, l’ultimissimo brano è molto Talking Head…), secondo voi è guerrilla marketing studiato? Ne ha tutta l’aria.
Ed il prossimo step potrà essere solo il reality con trasmissione live di prove e sessioni, sul modello De La Hoya - Mayweather 24/7. E il televoto per scegliere i pezzi da includere.

UPDATE: ho appena scoperto che un primo outing l’hanno fatto il 13 e 14 con due concerti a Oxford in cui hanno eseguito, tra le altre, nove canzoni che “potrebbero” essere presenti nell’album. Poi il giorno dopo hanno postato il video suddetto, in cui ci sono però anche pezzi non riconducibili a quelli svelati. Insomma, si è nel vivo della promozione prima ancora che il prodotto sia finito, stampato e distribuito.

La Vistona

Ieri in un negozio d’informatica.

- Scusi, può prendermi Windows Vista dalla vetrina?

- Sì, certo.

- Ma scusi, posso installarci sopra Office 2003?

- Eh, no!

- Allora no, grazie.

Non ha neanche aperto la vetrina.
Rischia di diventare la nuova Luisona.

Che intercettazioni vorresti leggere?

Visto che ormai si intercetta à la carte, perché non dare corpo ai sogni mostruosamente proibiti?
Su quali trascrizioni vorresti poter posare gli occhi?

Ecco il mio podio:

1 – Edward Luttwak che parla in klingon. Prima o poi un passo falso dovrà pur farlo.

2 – Andreotti o Cossiga con un servizio pastorale di confessione via telefono.

3 – Silvio a Veronica dopo la lettera aperta su Repubblica.

Chiamo a raccolta in proposito le fantasie di Massimo, Nicola, Antonio, Federico e Luca.
E di chi più ne ha.

Come spesso capita ai giovani

Ho sentito in uno spot (gialappato) una banca presentare il suo piano di mutuo denominato “progetto giovani”, destinato “a chi non ha un posto di lavoro fisso, come spesso capita ai giovani”.

Chiariamo una cosa: che il fenomeno riguardi prevalentemente i giovani è del tutto transitorio, e dipende dal fatto che le nuove forme di precarietà (pardon, flessibilità) sono state consentite solo negli ultimi anni. Identificare il precariato come uno strato temporale (più o meno lungo) di entrata nel mercato del lavoro, che preluda prima o poi immancabilmente ad un tempo determinato, è falsa propaganda. Non è questo che accade.
Il mutuo per i precari non ha niente a che fare con l’età che hai, semmai lo ha con il secolo in cui ti è capitato di lavorare.

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